La decisione sul McDonald's al Duomo è stata presa, ed è quasi sicuramente un no, al massimo una richiesta ulteriore di integrazioni al progetto per prendere tempo. Ma Palazzo Vecchio ha «secretato» il verbale. Ed anche questa è una notizia: dimostra che il Comune di Firenze crede che la querelle sull'apertura del McDuomo finirà in un contenzioso legale. Una guerra tra avvocati: solo che questa volta il sindaco Dario Nardella non si è messo contro un minimarket. L'avversario è una multinazionale Usa che può schierare corrazzate di studi legali, italiani e stranieri. Ricorsi e ricorsi potrebbero durare mesi. Ma il fattore tempo la vera paura per un piccolo commerciante, che di quello vive non rientra tra le preoccupazioni della M gialla. Tanto per dare una idea: nel 2008 una società di Singapore aveva ottenuto la registrazione del marchio «Maccoffe» in Unione Europea. Ieri, dopo 8 anni, McDonald's si è fatto riconoscere i suoi diritti togliendo quel marchio dalle mani degli asiatici. Certo, il fattore tempo però è quello su cui conta Palazzo Vecchio: vuole spingere più in là possibile eventuali scontri legali, nell'attesa che arrivi la norma promessa in un decreto (ancora non pubblicato) dal ministro ai Beni culturali Dario Franceschini che dà più poteri ai sindaci per difendere l'identità, il decoro e la salute delle città. Una norma che reintrodurrebbe, in particolari aree delle città, la possibilità addirittura di scegliere il tipo di negozio, la categoria merceologica, ammessa o meno all'apertura. E così, quando e se arriverà questa norma, il Comune potrà dire no con una «forza legislativa» maggiore rispetto ad un regolamento comunale. Questo, però, è il futuro. Il presente è che la riunione della Commissione tecnica è cominciata ieri alle 12. I cinque membri (tre dipendenti del Comune e i due scelti dalla Camera di commercio di Firenze e dall'Università) dovevano decidere sulla deroga per consentire l'apertura sul ristorante McDonald's, dato che la società Usa non ha mai chiesto di aprire rispettando il regolamento con l'obbligo del 50 di prodotti di filiera corta in vendita o dei 30 sempre locali, certificati, per la produzione del cibo che vuole offrire ai suoi clienti. Alle 13, neanche un'ora dopo, i cinque avevano già preso la decisione, dopo pranzo si sono di nuovo riuniti per scrivere il verbale. Considerata l'indicazione politica inequivocabile del sindaco Nardella «McDonald's al Duomo né ora né mai» il no appare scontato. Anche perché la scelta dei tecnici per la deroga ha ampi margini di discrezionalità, anche se è autonoma. Altra possibilità: la richiesta di una integrazione ulteriore, per prendere tempo. Ma il verbale è stato «secretato» per rispettare puntigliosamente la procedura che prevede che prima sia comunicato al diretto interessato. Così fa sapere Palazzo Vecchio, mostrando di conoscere come andrà a finire lo scontro: in guerra di carte bollate. E il rispetto della procedura serve a non dare neanche un appiglio formale al possibile (quasi certo) ricorso da parte di McDonald's. Così i cinque membri della commissione (la direttrice dello sviluppo economico Lucia De Siervo, la dirigente del settore Marta Fallani, il dirigente dell'Ufficio Unesco Carlo Francini, Marco Casabianca per la Camera di commercio di Firenze e la nota ricercatrice in scienza e tecnologia dell'alimentazione Caterina Dinnella dell'Università di Firenze) si sono stretti nel più rigoroso dei riserbi. Meglio dire: nel silenzio più assoluto, pare che non abbiano comunicato la scelta neanche nei rispettivi uffici, quando sono stati cercati da colleghi e superiori.
Firenze. McDuomo, ora inizia la battaglia
Il Comune di Firenze ha deciso di non autorizzare l'apertura di un McDonald's al Duomo, dopo una riunione della Commissione tecnica. La decisione è stata presa con una maggioranza di 3 a 2, e i cinque membri della commissione hanno deciso di scrivere un verbale che non comunicherà la scelta al McDonald's. Il sindaco Dario Nardella ha espresso una posizione inequivocabile contro l'apertura del ristorante, e il Comune crede che la querelle finirà in un contenzioso legale. Il McDonald's ha richiesto una deroga per aprire, ma non ha rispettato le norme del regolamento, e la Commissione tecnica ha deciso di non autorizzarla.
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