L'occasione è la presentazione della sua prima mostra, quella che inaugura all'Accademia il 22 novembre, «il giorno di santa Cecilia» precisa lei sorridendo, e dedicata a Giovanni dal Ponte. Una carrellata di progetti, uno studiolo sottotetto dove fa caldo e un sorriso largo, Cecilie Hollberg ci accoglie di buon umore mentre il «suo» museo scoppia di visitatori. «Ieri sono stata al concerto dell'Orchestra di San Pietroburgo, che splendore». Non è il solo appuntamento con la città a cui è presente. La direttrice della Galleria dell'Accademia agli happening culturali la si vede spesso. Partiamo dalla mostra, perché Giovanni dal Ponte? «Perché è un grande fiorentino del tardo gotico, perché qui abbiamo dei suoi pezzi molto belli e perché intendevo valorizzare le opere fondo oro di cui questa galleria è piena. La curatela l'ho data all'ex direttore Angelo Tartuferi che è un grande conoscitore del genere, insieme a Lorenzo Sbaraglio. Per l'occasione faremo anche un catalogo monografico, il primo su questo artista, completo». Cosa vedremo? «Una prima sala dedicata ai suoi maestri: Ghiberti, Masolino, Beato Angelico e un bellissimo Trittico di Gherardo Starnina che è arrivato da Würzburg. E poi ovviamente le opere del Dal Ponte, non solo le nostre ma molti prestiti dal mondo, tra cui il cassone Giardino d'amore del museo Jacquemart-André per cui è stato necessario un restauro. Da poco abbiamo ricevuto una Madonna col bambino di Dal Ponte dalla Certosa del Galluzzo che ce l'ha donata. Una Madonna col Bambino e due Angeli che la incoronano arriva dal museo Horne. Ma avremo prestiti anche dalla National Gallery di Londra, dal Prado di Madrid. Ho in mente, a ottobre, di realizzare una giornata di studi con un concerto in cui saranno utilizzate copie dei nostri strumenti musicali, quegli stessi che vedremo dipinti nelle pitture esposte». Prima mostra grande entusiasmo. Facciamo un bilancio dei suoi primi sette mesi? «Sì. Ho un sacco di progetti in testa e un serio problema: siamo sotto organico in modo preoccupante. Gli amministrativi del Polo sono per lo più andati agli Uffizi, l'architetto al Bargello. Pensi che il bilancio del museo lo fa la nostra archivista che chiede consigli ai suoi colleghi degli Uffizi, e che per avere un architetto devo chiederlo in prestito alla Segreteria Regionale del ministero. Poi mancano i custodi». Roba da mollare. C'è chi dice che ci stia pensando... «No, dove vuole che vada. Ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato (ride). Scherzi a parte io non sono spaventata, questo posto poi è tanto bello che vale anche la fatica». Andiamo alle ricadute di questa carenza di organico... «Per dirle, oggi ho dovuto tenere chiusa la gipsoteca che è un luogo bellissimo e identitario per l'Accademia. Per mancanza di personale e per problemi di climatizzazione. Qui manca e dentro non si può stare». Quindi? «Ho fatto fare un sopralluogo in tutto il museo per verificare lo stato complessivo della climatizzazione che è da cambiare. Risale a 40 anni fa. E questo grazie al sostegno degli Amici degli strumenti musicali». Altri sponsor? «Entro fine anno voglio istituire gli Amici dell'Accademia, sperando di pescare ovunque nel mondo». Nardella tempo fa disse che voleva ripartire i fondi di Firenze Card in modo di restituire a fine anno a voi e agli Uffizi l'80 per cento del costo del biglietto. Cosa ha deciso? «Che non è possibile, la cifra che vorrebbe restituirci lui fa conto del vecchio prezzo del biglietto. Impossibile. Anzi io credo che l'ingresso qui costi poco (8 euro ndr ) e vorrei aumentarlo». Di quanto e quando? «Di quanto ancora non so. Quando, spero presto: sto preparando nuove audioguide, vorrei fare coincidere l'aumento del biglietto con la loro presentazione. Spero a fine anno». Senta a conti fatti lei vuole aumentare il biglietto, rifare la climatizzazione istituire gli Amici della Galleria dell'Accademia... C'è altro? «Pian piano cambierò le luci, sostituirò le alogene con le luci a Led, per avere un risparmio economico e per abbassare la temperatura nelle sale». Per diminuire le code che si fa? «Da fine luglio a settembre aggiungerò un giorno di apertura serale, oltre al martedì anche il venerdì. Organizzeremo visite guidate». Qui le manca spazio, tanto che lei ha chiesto che le siano conferite sale dall'Accademia di belle Arte e dal Cherubini. A che punto siamo? «Abbiamo fatto richiesta ufficiale al Ministero dei Beni Culturali e a quello dell'Università per organizzare un tavolo di lavoro insieme. Spero che la cosa vada in porto». Com'è finita con gli abusivi in via Ricasoli? «Problema risolto. Qui ci sono a turno uomini della guardia di Finanza, carabinieri in congedo e militari. Non c'è più il suk che ho trovato. I residenti ci sono grati».
Firenze. Ecco la mia Accademia, un museo coi suoi Amici
La direttrice della Galleria dell'Accademia, Cecilie Hollberg, parla della sua prima mostra, inaugurata il 22 novembre, dedicata al pittore Giovanni dal Ponte. La mostra è stata curata da Angelo Tartuferi e Lorenzo Sbaraglio e include opere del Dal Ponte e di altri artisti del tardo gotico. La direttrice parla anche dei problemi che affliggono il museo, come la carenza di personale e la necessità di una nuova climatizzazione. Ha anche parlato di un aumento del biglietto d'ingresso e di nuove audioguide. Inoltre, ha menzionato la possibilità di istituire gli Amici dell'Accademia e di aumentare l'apertura del museo.
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