Isola Carolina, dal degrado al polmone verde. Ma le dimissioni del sindaco cancellano tutto Lodi. «Era davvero un bellissimo progetto», sospira con un pizzico di rimpianto Simone Uggetti. Il Central Park lodigiano, dopo essere arrivato a un passo dalla sua realizzazione, ha fatto una brusca marcia indietro. E per il momento sembra condannato a finire in naftalina. A deciderlo è stato lo stesso sindaco di Lodi, cioè proprio colui che all'inizio lo ha fortemente voluto e che ora invece è costretto a rinunciarvi, visto che il 31 luglio prossimo rassegnerà le dimissioni e si dedicherà esclusivamente al processo che lo ha costretto a mettere fine anzitempo al suo mandato. E che dal 21 luglio lo vedrà imputato al procedimento penale per turbativa d'asta sul bando per la gestione delle piscine estive. Con uno stanziamento di due milioni di euro da parte dell'amministrazione comunale, lo storico polmone urbano dell'Isola Carolina 371 alberi tutti regalati negli anni Cinquanta da Enrico Mattei alla città e un nome dedicato addirittura alla consorte di Francesco I d'Austria dall'area degradata e malfrequentata di oggi sarebbe stato trasformato in un parco urbano «h24» e per le famiglie. Il progetto era da tempo in rampa di lancio: appena prima dell'estate l'assessore ai lavori pubblici Sergio Tadi aveva reso pubbliche le linee guida per la realizzazione e successivamente pubblicato il piano preliminare. Entro la fine dell'estate sarebbero state coperte le fasi della progettazione esecutiva e di quella definitiva, seguite dall'affidamento dei lavori. Poi il 3 maggio scorso il sindaco è stato arrestato per la vicenda delle piscine estive. Uno schiaffo alla città ma anche ai diversi progetti in corso d'opera, come l'Isola Carolina, dell'amministrazione targata Pd, affidata in via temporanea al vicesindaco Simonetta Pozzoli. Dopo 35 giorni di carcere e arresti domiciliari, Simone Uggetti è tornato al suo posto, ma dimissionario e con un incarico a termine della durata di due mesi. Il 31 luglio, una volta affrontati una decina di provvedimenti «indifferibili», lui e la sua giunta lasceranno l'incarico in anticipo di tre anni sulla scadenza del mandato, affidando la città al commissario prefettizio e successivamente alle elezioni. Ma l'Isola Carolina non è mai entrata nella lista dei «provvedimenti indifferibili». A confermarlo è lo stesso sindaco: «I tempi sono troppo stretti. Per ora il progetto è fermo; lo lascerò al mio successore, sperando che lo porti avanti con convinzione perché merita». Uggetti stesso aveva fortemente creduto nel recupero del parco più amato e degradato dei lodigiani e lo aveva posto in cima al suo programma elettorale. Così come il suo predecessore Lorenzo Guerini, oggi numero due dei «dem», aveva firmato il rifacimento totale dell'altro «cuore verde» di Lodi, i giardini del passeggio, a Uggetti premeva restituire ai lodigiani l'Isola Carolina com'era un tempo. Anzi, con un tocco in più di modernità: passerelle sopraelevate, giochi tra le piante in stile «parco avventura», un'area «cyber» e un ascensore trasparente panoramico per l'accesso dalla soprastante piazza Matteotti. E soprattutto, niente più recinzioni e un sistema di illuminazione e videosorveglianza in grado di rendere l'area sicura al 100 per cento. I lodigiani, infatti, dopo aver vissuto per decenni l'Isola Carolina come spazio pubblico oggi hanno qualche timore nel frequentarlo: i viali interni sono un manifesto del dissesto stradale, le mura coperte di graffiti, i giochi per i bambini disastrati dai ripetuti raid vandalici, il chiosco-bar è chiuso da tre anni, quando un cortocircuito scatenò l'incendio che lo rase al suolo, e nelle ore serali il parco si popola di presenze tutt'altro che rassicuranti, vagabondi e gruppi che più d'una volta hanno scatenato risse furibonde. Una vergogna per la città che vanta il terzo miglior rapporto in Italia tra spazio verde e numero di abitanti. Con la sistemazione dell'Isola Carolina e la realizzazione di un nuovo parco urbano nella zona di viale Milano, contestualmente a un polo residenziale attualmente in costruzione, si sarebbe creata un'unica «autostrada» alberata lunga quasi un chilometro nel cuore di Lodi e con tre polmoni tutti collegati tra loro, dal tribunale fino a Porta Cremona, in pieno centro. «Senza la trasformazione dell'Isola Carolina riprende Uggetti che è il "cuore verde" di Lodi non sarà la stessa cosa: ma conto che la prossima amministrazione comunale saprà utilizzare questo progetto e renderlo fruibile alla città».