Rendere permanente l'esposizione dei due Savi di Fausto Melotti e Umbracula, il padiglione della Soprintendenza realizzato in occasione della XXI Triennale e collocato tra gli alberi all'ingresso del palazzo di Giovanni Muzio. Prende corpo la proposta della Soprintendente alle Belle Arti e Paesaggio di Milano, Antonella Ranaldi: «Come altre opere del Parco Sempione, la fontana di De Chirico nel giardinetto della Triennale, le stele di Burri, recentemente riposizionate, è possibile che i due Savi rimangano definitivamente in questa sede». Il piccolo padiglione a forma ellittica è stato firmato da Attilio Stocchi. Al suo interno i due Savi disputano sull'architettura della contemporaneità, pro e contro il divenire del progetto che è il tema di questa XXI Triennale: Design after design. Su quattro monitor scorrono immagini che rappresentano i quattro modi in cui l'architettura (un viaggio attraverso le città del mondo) può adattarsi all'architettura precedente. Le sculture fanno parte del gruppo «Sette Savi della disputa di Atene» realizzati in pietra di Viggiù nel dopoguerra per il liceo Carducci. Sono tornati dove la coppia, uguale ma in gesso, di «Costante uomo» era stata esposta da Melotti nella VII Triennale del 1940, 80 anni fa. «Il padiglione spiega Ranaldi è stato pensato per la XXI Triennale, quindi temporaneo. È un vestibolo, un'accademia, una pergola che introduce al laboratorio della ricerca che è la Triennale. Vorrei diventasse un luogo di elaborazione delle idee». Esporre i due Savi, toglierli dai depositi dove sono custoditi, è stato l'escamotage per «richiamare l'attenzione su di loro e sulla loro futura destinazione, che in effetti stenta a trovarsi conclude , perché l'ambientazione giusta, quella pensata da Melotti, era all'aperto. In Umbracula ne proporrei la copia». Si vedano, infatti, i Savi al Pac con sfondo l'opera di Gardella. Ulteriore versione del prototipo del «Costante uomo» di Melotti del 1936 di cui la Soprintendenza ha rintracciato un esemplare, uno dei dodici originali, e lo ha posto sotto tutela per far sì che non uscisse dall'Italia in modo definitivo. Ed è infine stato ritrovato il modello della composizione dei Sette Savi, «anche questo da tutelare conclude Ranaldi . I tasselli si aggiungono a queste restituzioni, riscoperte e storie da raccontare intorno alla disputa dei Sette Savi di Atene».
Milano. I Savi di Melotti. L'esposizione diventi permanente
La Soprintendente alle Belle Arti e Paesaggio di Milano, Antonella Ranaldi, propone di rendere permanente l'esposizione dei due Savi di Fausto Melotti e Umbracula, un padiglione della XXI Triennale. I due Savi, in pietra di Viggiù, disputano sull'architettura della contemporaneità. La proposta è stata avanzata in quanto i due Savi sono stati esposti in un luogo temporaneo e Ranaldi vorrebbe che diventassero un luogo di elaborazione delle idee. La Soprintendente ha anche proposto di esporre la copia dei Savi in Umbracula e di tutelare ulteriori versioni del prototipo del Costante uomo di Melotti.
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