Dopo il cordolo arrivano le creste. Non trova pace il ponte Santa Trinita, il più bello (anche se non il più famoso) di Firenze. Ormai sono anni che il capolavoro dell'Ammannati è diviso dall'orribile spartitraffico di pietra che protegge la pista ciclabile. Ora il secondo atto: le ringhiere che presto spunteranno in corrispondenza delle quattro pigne per dissuadere i bivacchi di fiorentini e turisti che di sera scavalcano la spalletta per una birra o una schitarrata sull'Arno. Tra picnic familiari, chiacchiere tra amici, i selfie degli sposi attratti dalla vista su Ponte Vecchio, appassionati dell'alcol e persino i tossicodipendenti con la siringa, le pigne sono ormai trafficatissime. In Comune qualcuno ha capito che non si poteva andare avanti così. E che si doveva trovare una soluzione. Così hanno pensato alle ringhiere affidandone la realizzazione a un fabbro. Ideate dagli uffici delle Belle Arti di Palazzo Vecchio e approvate dalla Soprintendenza, le ringhiere che debutteranno nelle prossime settimane sono in metallo, saranno alte 15 centimetri e costeranno 7 mila euro. Su ciascuna ringhiera sarà posto un cartello scritto in italiano e in inglese che ricorderà a tutti che è vietato sia salire sulle pigne che fermarsi, a qualunque scopo. Più che impedire lo scavalco, dunque, le ringhiere serviranno come dissuasori: un modo per ricordare a chi ancora non lo sa (o fa finta di non saperlo)che sul ponte c'è qualche regola da rispettare. Lo scetticismo è giustificato. Finora tanti allarmi e qualche tuffo non previsto, però nessuna multa. Mai. E se prima di mettere le creste si fosse provato a mandare due vigili a mezzanotte per qualche giorno di seguito?