Bottiglie vietate a chi entra e i turisti le abbandonano VENEZIA. Bottigliette di acqua o di qualche soft drink, per lo più vuote, abbandonate fuori dall'ingresso principale del più prezioso monumento della città, la basilica di San Marco. Una piccola discarica si accumula ogni giorno ai lati delle porte, colpa della maleducazione dei turisti ma anche effetto dei controlli di sicurezza all'ingresso della chiesa: un inconsueto conflitto tra decoro e sicurezza che sta accendendo qualche polemica. All'indomani dell'attentato di Parigi dello scorso novembre sono stati introdotti divieti e controlli all'ingresso: non si può entrare con bottiglie e non si può visitare la basilica con zaini e borse voluminose. Peccato però che proprio in quella zona siano del tutto assenti i cestini e dunque i turisti, magari dopo aver fatto ore di coda sotto il sole estivo, pur di entrare dopo tanta fatica non si fanno troppi scrupoli e abbandonano le bottigliette dove capita. Una chiama l'altra e in breve tempo quell'angolo diventa una piccola discarica, semi nascosta dietro le sbarre che delimitano la basilica. «È stata la direzione della basilica a non permettere che vengano collocati cestini nei pressi dell'ingresso spiega Veritas la multiutility che si occupa della raccolta dei rifiuti fino a non molto tempo fa ce n'erano in piazzetta dei leoncini ma ci è stato chiesto di rimuoverli». La Curia però nega: «Non ci risulta nessuna richiesta da parte di Veritas, ma se ci fosse verrà valutata». Dalla Basilica però confermano che il problema esiste e non è solo cosa degli ultimi giorni: «Ogni mattina troviamo rifiuti davanti agli ingressi, il nostro personale appena arriva per prima cosa spazza ma non abbiamo mai trovato una quantità di rifiuti come in questi giorni». Di certo i cestini delle immondizie di fronte al monumento più bello della città non sono il massimo dal punto di vista estetico e soprattutto dal punto di vista della sicurezza tanto che in occasione dell'arrivo di capi di stato e di governo sono i primi ad essere passati al setaccio. L'ipotesi di sistemarne alcuni all'interno, nell'atrio della basilica, prima dei varchi d'accesso, un po' come si fa in aeroporto, invece non piace. Dice Carlo Alberto Tesserin primo procuratore di San Marco: «L'immagine della basilica ci obbliga a pensare in modo diverso rispetto all'aeroporto, quanto ai cestini all'esterno certo non vorremmo averli ma se ci sono questi problemi siamo disponibili a esaminare con Veritas una soluzione». Le bottigliette abbandonate non sono solo questione d'immagine ma sono anche un onere per chi si occupa della raccolta dei rifiuti con il relativo costo economico. In zona sono sistemati circa cento cestini, un decimo del totale di quelli presenti in città e raccolgono 30 metri cubi al giorno di immondizie, un numero che cresce di pari passo con l'aumento dei turisti. Vengono vuotati più volte e uno o due netturbini a seconda delle giornate sono impegnati solo a raccogliere rifiuti. Secondo l'assessore al Turismo Paola Mar: «Il problema è ancora una volta la scarsa educazione delle persone che circolano per piazza San Marco e per la città, non si può trasformare la piazza in un ecocentro e se in basilica non si entra con le bottiglie il turista dovrebbe informarsi prima e comportarsi di conseguenza».
Venezia. Prima la sicurezza o il decoro? Polemiche per i rifiuti davanti alla basilica di San Marco
La basilica di San Marco a Venezia è affrontata da un problema di rifiuti abbandonati dai turisti. Le bottiglie di acqua e bevande sono spesso lasciate fuori dall'ingresso principale della chiesa, creando una piccola discarica. La direzione della basilica ha deciso di non permettere la presenza di cestini per la raccolta dei rifiuti, ma la Curia afferma di non aver ricevuto una richiesta da parte di Veritas, l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti. I responsabili della basilica hanno espresso la necessità di trovare una soluzione al problema, che non è solo questione di immagine ma anche di costo economico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo