La portavoce di Goletta Verde: è l'esempio di come può essere difeso il nostro territorio SAPRI. A Sapri arriva Goletta Verde e va giù un altro pezzo di ecomostro. Ieri, in occasione del passaggio dell'imbarcazione di Legambiente, che ogni anno monitora la qualità delle acque di balneazione, l'esplosione dei candelotti sistemati nei fori dell'immobile che ha determinato il cedimento di altre parti dell'ex cementificio, a ridosso della statale 18, che da oltre sessant'anni deturpa il paesaggio del Comune campano. E Legambiente esulta: «È un esempio di come può essere difeso il patrimonio costiero della provincia di Salerno». Commenta Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde: «Abbattere gli ecomostri, legali o illegali, è una priorità di questa terra ancora martoriata dal cemento. Quello di Sapri è un segnale di come un'amministrazione può intervenire per difendere i suoi paesaggi, anche se non si è in presenza di abusi edilizi». Esultanza forse comprensibile ma, al di là dei proclami, bisognerà capire cosa sostituirà l'ecomostro, perché gli attuali proprietari del rudere Club Tirrenico srl hanno accettato di demolirlo solo in virtù di un protocollo d'intesa siglato tre anni fa con l'amministrazione comunale, nel quale quest'ultima si impegna alla «possibile individuazione di una proposta progettuale che sia condivisa tra le parti, rispettosa della sostenibilità ambientale e della tutela paesaggistica, nella ricerca del giusto equilibrio tra gli interessi pubblici, rappresentati dall'amministrazione comunale, e quelli della proprietà dell'area da riqualificare». È una vicenda, insomma, che in parte ricorda quella del rudere di albergo nella baia di Alimuri, a Vico Equense, dove i proprietari stipularono un protocollo d'intesa con Comune e Regione che consentiva loro, in cambio della demolizione, di edificare le medesime cubature nel territorio comunale. Mobilitazione della opinione pubblica e poi la scoperta che la struttura era in realtà abusiva, perché più piccola e di forma differente rispetto a quella autorizzata negli anni Sessanta, hanno fatto sì che un paio di anni fa l'ecomostro sia stato cancellato senza contropartite per il privato. Tornando a Sapri dove però l'ex cementificio aveva le carte in regola quando iniziarono i lavori sarà il tempo a dire se il vecchio cemento sarà sostituito dal nuovo e fino a che punto la «proposta progettuale» sarà effettivamente capace di evitare nuovi scempi a pochi passi dal mare. Le origini dell'immobile che pezzo dopo pezzo sta scomparendo risalgono al secondo dopoguerra. La costruzione iniziò nel 1948 ad opera di Marna sud, su autorizzazione all'esproprio dei suoli da parte della Prefettura di Salerno. I lavori furono sospesi nel 1952 per carenza di fondi. Da allora, la struttura è rimasta al rustico ed è andata progressivamente in malora, col rischio di crolli e cedimenti. Situazione, quest'ultima, che non ha però dissuaso Club Tirrenico srl, dall'acquistare alcuni anni fa il rudere.