Scienza e innovazione, cultura e tradizione. Un solo progetto le coniuga insieme, utilizzando le più avanzate tecnologie a vantaggio della salvaguardia dell'identità culturale europea. In un perfetto esempio di globalizzazione, un'esperienza locale dal valore globale, l'idea parte da Roma ma potrà presto estendersi, attraverso joint ventures, a tutti i Paesi dell'Unione Europea. Dopo la pubblicazione del II Bando per il sostegno ai processi di brevettatone europea ed internazionale, la Provincia di Roma torna sull'attuazione degli obiettivi strategici individuati dall'amministrazione, in materia d'innovazione tecnologica, sviluppo e ricerca scientifica. Questa volta lo fa saldandole alle risorse presenti sul territorio e in particolare i beni culturali, con il progetto CUSPIS (Cultura Space Identification System). Si tratta di un sistema satellitare per la gestione, la salvaguardia, la fruizione e il supporto, dei beni culturali messo a punto da Palazzo Valentini in consorzio con lo stesso MI-BAC, Daem e Vodafone, il comune di Atene, il Museo delle pietre dure di Firenze, le Università di Tor Vergata e dell'Aquila. Il CUSPIS. Presentato il 24 giugno scorso dal ministro per i Beni Culturali Rocco Buttiglione, assieme all'assessore provinciale alle Attività produttive Bruno Manzi, coinvolge 18 partner europei. Coordinatori saranno la romana NEXT s.p.a., che avrà il compito di organizzare e guidare gli aspetti tecnologici, informatici e delle comunicazione e la ARCUS. A proporre il progetto, lo scorso anno, era stata proprio la Società per lo sviluppo dell'Arte, della cultura e dello spettacolo. Istituita con regime di s.p.a. per volontà del ministero delle Infrastrutture e di quello per i Beni e le Attività Culturali nell'ottobre 2003, quest'anno disporrà di un budget di 51.629 000 euro. CUSPIS verrà finanziato per metà da Arcus e per l'altra metà da Galileo Joint Undertaking; è stato selezionato nell'ambito del VI programma quadro dell'Unione Europea proprio dalla struttura operativa di Galileo e si è aggiudicato il primo posto nella graduatoria stilata dalla Commissione. L'ambito europeo è quindi punto di partenza per la sperimentazione avviata dalla Provincia ma rimane anche l'approdo ideale del progetto CUSPIS. A testimoniare la volontà di diffondere gli effetti benefici dell'iniziativa oltre i confini nazionali, la prospettiva che almeno uno dei progetti pilota verrà condotto all'estero. L'obiettivo è che il processo, una volta perfezionato, possa essere esteso all'Unione Europea. Dopo i primi 18 mesi di sperimentazione, si prevede che possa circolare nella UÈ a partire dal 2008, quando il sistema satellitare comunitario sarà attivo a tutti gli effetti. L'idea alla base è quella di gestire e proteggere «dall'alto» i gioielli artistici e archeologici «attraverso il monitoraggio di precisione di monumenti ed edifici tramite reti di sensori satellitari; la sorveglianza dei beni di valore durante il loro trasporto in occasione, ad esempio di trasferimenti per mostre espositive; la cosiddetta archeologia preventiva; l'archeologia subacquea, il turismo culturale, tramite terminali capaci di fornire una pluralità di informazioni in tempo reale». Nuove opportunità di tutela,insomma, grazie anche alla presenza sul territorio di centri di studio e di ricerca della tecnologia spaziale avanzata come ASI e l'E-NEA. «La coniugazione tra scienza e arte, settori in cui siamo in grado di competere e di vincere, è la grande occasione che può fard risollevare e guardare lontano» ha commentato Buttiglione. Il legame tra infrastrutture di diversa vocazione, come quelle dei beni artistici ed architettonici e quello dei sistemi applicativi relativi alla navigazione satellitare, rappresenta anche per Manzi «una grande opportunità di valorizzazione del patrimonio culturale e quindi del turismo, con ricadute positive per l'innovazione tecnologica e la ricerca scientifica ne! territorio della Provincia di Roma». Il progetto poi, - sottolinea ancora Manzi - sarà «una possibile base di lavoro sulla quale la Regione dovrà stabilire nuove priorità». Nella sua prima fase, CUSPIS avvierà la sinergia tra le infrastrutture del patrimonio culturale e le nuove tecnologie dei sistema di navigazione satellitare di Galileo, rilanciato dalla Provincia durante il II Forum sul Trasferimento Tecnologico come asse strategico per iì rafforzamento del tessuto produttivo locale e per la valorizzazione in ambito comunitario. Per Mario Giaccia, presidente di Arcus, CUSPIS «rappresenta il modo in cui assolviamo alla nostra funzione di fare da collante tra le istituzioni pubbliche e private, per rispondere alla domanda di fare squadra e favorire così le sviluppo economico del Paese».