Maroni propone una ciclabile giallo dalia e i sindaci della zona pianificano il futuro Sull'opera di Christo hanno camminato un milione e duecentomila persone. Un successo. E il futuro del Sebino riparte da qui, il presidente Maroni promette: «Presto una ciclabile di 60 chilometri, sarà a strisce giallo dalia». Gente vestiti da Gesù, isterici che fanno gli sgambetti in coda, iettatori che invocano la «sarneghera», gente che lavora in un ufficio senza aria condizionata e senza pause e 1,2 milioni di discepoli che hanno calpestato l'arte in 16 giorni: alla fine, mentre i trattori cominciano a caricare pacchi di tessuto «giallo dalia», e i tratti di collegamento della passerella vengono rimossi, restano solo i bagni chimici (ancora per qualche ora). Sulla passerella ormai decapitata c'è ancora il feltro bianco: The Floating Piers sarà smontato e mandato al riciclo nel giro di tre mesi. L'artista bulgaro ha spedito un virgolettato via mail: «Ogni progetto è un pezzo delle nostre vite ed è qualcosa che non dimenticherò mai ha detto Christo . Io e Jeanne-Claude abbiamo concepito l'idea di The Floating Piers nel 1970. Solo in seguito ho capito che il lago d'Iseo era il luogo in cui avevo davvero sentito l'ispirazione per realizzare questo progetto. L'acqua del lago, il paesaggio e le cittadine intorno ad esso. Tutto questo è stato The Floating Piers. Uno degli aspetti più importanti è senz'altro la sua temporaneità: un'opera momentanea, transitoria, da vivere a pieno nella brevità della sua permanenza. Questo è il motivo per cui dopo 16 giorni tutto è finito». Nel giro di tre mesi sarà come se non fosse mai stato qui: ci vorrà tanto per smontare la passerella e spedire i pezzi a vari indirizzi d'Europa. I 220 mila cubi andranno alle industrie di materie plastiche, il tessuto e il feltro diventeranno moquette e tappeti, gli ancoraggi da 5,5 tonnellate saranno polverizzati. «Voglio ringraziare tutti quelli che hanno lavorato con noi. Non avremmo mai potuto farcela senza questi specialisti». Il ponte galleggiante non c'è più, ma potrebbe restare il giallo dalia, anche se il presidente della Regione Roberto Maroni di solito preferisce il verde: «Vorrei concludere la ciclabile sul lago d'Iseo, una cosa tipo quella del lago di Varese, e con inclusi i paesi bergamaschi: 60 chilometri e le strisce giallo dalia». Ieri, erano ancora tutti a Sulzano, a farsi aria con i volantini nella chiesa dei Disciplini: sindaci, Regione, prefetto, Arpa, Trenord, il decisore brizzolato Mario Boero, la società di Christo e tutti quelli che hanno lavorato al miracolo: «Questo evento è stato gestito senza decreti, finanziamenti da Roma e norme straordinarie: il Governo prenda esempio ha detto Maroni Ora vorrei sapere dai sindaci con quali iniziative potremmo mantenere il successo del lago: entro fine luglio, con la legge di assestamento del bilancio, darò loro una ricompensa». Nella lista delle cose in programma, mostre itineranti sulla passerella, virtual book, un testimonial di cui l'assessore regionale Mauro Parolini (che sta lavorando a un bando da 8 milioni per opere e prodotti turistici) non vuole dire il nome e il passaporto della Lombardia. Al diciassettesimo giorno, il prefetto Valerio Valenti si riposò: «Abbiamo gestito una marea umana che voleva a tutti i costi arrivare alla passerella. A volte abbiamo preso decisioni impopolari, ma è stato necessario perché tutto funzionasse nel modo giusto. Se qualcuno mi dicesse di rifarlo gli risponderei: aspetta un attimo». Hanno camminato sulle acque 1,2 milioni di visitatori: la cifra che girava domenica sera, quasi un milione e mezzo, è lorda (qualche impudente è passato due o tre volte davanti alle celle conta-discepoli). Trenord ha fatto i turni straordinari: 1.200 treni e 460 mila passeggeri. I battelli, pure: sono entrati nella storia dell'arte via acqua in 400 mila. Areu ha fatto 1600 interventi in 16 giorni, i vigili hanno staccato 1.700 multe per divieto di sosta e sul posto, oltre a 240 addetti alla sicurezza, hanno lavorato 2.289 volontari. I meteorologi Arpa giravano tutti spettinati al centro di coordinamento: «Siamo balzati sulla sedia 437 volte, per celle temporalesche che poi ci hanno sfiorato» ha detto Bruno Simini, il loro presidente. «Il famoso allarme rosso è scattato solo tre giorni: il 18 e il 26 giugno e il 2 luglio, sempre nel weekend e sempre la sera. Siamo riusciti a prevedere le tempeste».