Crolla un cornicione del palazzo di Brera. E intanto anche il Castello Sforzesco è messo sotto pressione dai visitatori, cresciuti del 20 per cento nei primi sei mesi dell'anno. Mancano i custodi, contenziosi rallentano la riapertura di alcune sale e la ripresa del cantiere per il restauro dei dipinti di Leonardo, congelato per Expo, comporta la chiusura fino al 2019 della Sala delle Asse. Crolla un frammento del cornicione di Brera. I vigili del fuoco transennato l'intera facciata. Nessun ferito, solo un po' di imbarazzo per la direzione, nel giorno dei musei aperti quando il via vai nel palazzo settecentesco che ospita la Pinacoteca è preso d'assalto. Ad essere interessata dal crollo è la parte terminale che fa angolo con piazzetta Brera. La facciata era stata oggetto di interventi di manutenzione recenti, nel 2012 s'erano spesi trecentomila euro per rifare tetto e facciata, ed è presto per capire cosa possa aver determinato il cedimento. Anche se è nota la sua fragilità. L'afflusso dei visitatori mette sotto pressione anche il Castello Sforzesco, che ha chiuso la Sala delle Asse: sospeso il cantiere per Expo e nei mesi i successivi, l'opera di restauro è ricominciata e la riapertura della sala, la cui volta custodisce frammenti della decorazione dipinta realizzata da Leonardo da Vinci per Ludovico il Moro, è prevista per il 2019, nel cinquecentenario della sua morte. Si lamenta chi al Castello è tornato più volte «trovando sempre qualche sala chiusa». Anche la sala del Museo delle arti decorative è ancora interdetta al pubblico. Claudio Salsi, direttore del Settore Soprintendenza del Castello e dei suoi musei, spiega: «Il Castello Sforzesco è una piccola città. Nel caso delle arti decorative, i lavori di restauro sono stati assegnati ma al momento i tempi per la riapertura al pubblico si stanno allungando per un contenzioso com l'impresa». I visitatori si lamentano per le condizioni dei bagni. Per quanto il Castello abbia personale dedicato e un appalto pulizie ad hoc, da quando le toilette sono state trasferite alla Rocchetta «sono diventate i bagni pubblici della città», lamenta il direttore. Il Castello è una grande piazza non solo un luogo che ospita musei. S'aggiunge il tema della mancanza di personale. Lo dicono chiaramente gli operatori. Anche questa può diventare una causa di chiusura momentanea di qualche sala. Nei prossimi giorni il Castello mostrerà in anteprima ad un pubblico di soli esperti una collezione di vetri del Novecento, tolti dai depositi. Molto è stato fatto, come il restauro del monumento a Barnabò Visconti, oggi splendente con le dorature in vista. Sono stati puliti gli ottoni antichi, rimossi strati di cera e sporcizia sedimentata sugli zoccolini dei pavimenti in pietra. «Sono materiali antichi conclude Salsi e possono essere puliti solo con procedimenti particolari e prodotti autorizzati dalla Soprintendenza».
Milano. Ma al Castello sale chiuse e tempi lunghi per il restauro
Il crollo di un cornicione del palazzo di Brera, che ospita la Pinacoteca, ha messo in discussione la sicurezza del luogo. Il palazzo, che è stato oggetto di interventi di manutenzione recenti, ha subito un cedimento del cornicione. I vigili del fuoco hanno intervento per stabilizzare la struttura. Il Castello Sforzesco, che ospita altri musei, ha anche subito problemi di sicurezza. La Sala delle Asse, che custodisce dipinti di Leonardo da Vinci, è stata chiusa per il cantiere di Expo e non è prevista la sua riapertura fino al 2019. I visitatori lamentano la mancanza di personale e le condizioni dei bagni.
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