Decisione del Comune per combattere il degrado nella piazzetta. Ma è già polemica Napoli. Dopo il sacco dei libri una pizzeria. Le sorprese non finiscono mai per il complesso monumentale dei Girolamini. La cui chiesa con la sua facciata barocca fino a poco tempo fa guardava il degrado più assoluto. Cassonetti stracolmi, immondizia, erbacce e motorini parcheggiati oltre le catene divelte che limitavano la scalinata. Per dare un decoro alla zona frequentata ogni giorno da migliaia di turisti, il Comune ha pensato bene di ricorrere ai privati. Così ha concesso in gestione il sagrato, come si fa per le aiuole, a una nota pizzeria che ha la sua sede una cinquantina di metri più in là. Famosa perché un giorno lì si fermò il presidente Bill Clinton in visita a Napoli. Il cambio di aspetto del piazzale è stato immediato: via immondizia ed erbacce, ecco ombrelloni, tavolini e divanetti in canapa. Ma la soluzione ha i suoi pro e i suoi contro e sicuramente farà discutere. È bello vedere il sagrato pulito, ma non lo è certo guardare la magnifica facciata oscurata dagli ombrelloni della pizzeria e lo storico piazzale ridotto a contorno di un locale. La pensano così i comitati dei cittadini che annunciano battaglia. «Un luogo che dovrebbe essere tutelato dall'Unesco finisce con l'essere sede di una pizzeria - spiega Antonio Pariante del Comitato Portosalvo - ed è difficile immaginare che vi siano tutte le autorizzazioni. Ma se i fatti sono questi allora possiamo sicuramente affermare che a Napoli la consacrazione della pizza non ha confini...». Ed è in parte vero visto che se i Decumano sono sotto tutela Unesco, nel mondo sono state raccolte quasi due milioni di firme per far diventare la pizza un bene dell'umanità. Anche se l'organizzazione internazionale minaccia da anni di ritirare la tutela al centro storico di Napoli se non vengono realizzati i progetti di restyling già finanziati con oltre cento milioni di euro dall'Unione europea. Eppure è palpabile sia l'aumento esponenziale dei flussi di turisti sia lo stato dell'incuria in cui si trovano i Decumani. Dove però ogni giorno aprono nuovi negozi tra ristoranti, bar, friggitorie e profumerie. In molti hanno fiutato l'affare e così il Comune prova a cavalcare l'onda e ad affidare ai privati le zone più degradate affinché le curino e le tutelino. Ovviamente l'altra faccia della medaglia è che sui monumenti e sulle chiese vengono attaccati i marchi e i brand degli sponsor. Forse l'esperimento sarà ripetuto per le chiese chiuse e in stato d'abbandono come la cappella di Santa Maria della Colonna che si trova proprio di fronte alla chiesa dei Girolamini ed è la prima degli oltre duecento luoghi di culto chiuse e depredate in città, costantemente da restaurare a causa dei danni provocati dal terremoto del 1980. Lì vicino un esempio è la chiesa di Santa Maria della Pace, dove materassi e altri rifiuti sono lasciati davanti al sagrato, le porte rimangono ben chiuse e i turisti osservano sconcertati. Perfino la Curia e il cardinale Crescenzio Sepe hanno affidato le loro chiese in malora a enti che possano gestirle, restaurarle. Ma in cambio si chiede che vengano utilizzate solo per eventi culturali e che non sia stravolta la natura dell'edificio. Il Comune non pretende tanto. Anche una pizza, simbolo della cultura culinaria di Napoli, fa la sua figura.
Napoli. Girolamini, affidato a una pizzeria il sagrato della chiesa barocca
Il Comune di Napoli ha deciso di affidare la gestione del sagrato dei Girolamini, un complesso monumentale con una chiesa barocca, a una pizzeria nota per aver accolto il presidente Bill Clinton. La pizzeria ha installato ombrelloni, tavolini e divanetti in canapa, rendendo il sagrato più pulito. Tuttavia, i comitati dei cittadini hanno espresso preoccupazioni, affermando che il luogo dovrebbe essere tutelato dall'Unesco e che la pizzeria sta oscurando la magnifica facciata della chiesa. La decisione è stata criticata anche per il fatto che i marchi e i brand degli sponsor vengono attaccati sui monumenti e sulle chiese.
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