Caro Conti, lo so, è utopia e non succederà ma sarebbe opera meritoria per l'Amministrazione comunale, aiutare le piccole e piccolissime librerie di Roma a sopravvivere e magari aumentare di numero. Una città con pochi libri in giro è priva di anima. Il Corriere può di certo sollecitare. Un singolo cittadino è voce che piange nel deserto. Grazie per quel che potrà fare. Giancarlo Bufacchi Che bella lettera. Contiene una frase straordinaria: «Una città con pochi libri in giro è priva di anima», e non c'è bisogno di tirare in ballo l'archetipo di «Fahrenheit 451», il libro di fantascienza in cui Ray Bradbury nel 1953 immaginò una società autoritaria in cui era vietato leggere. Conosciamo purtroppo bene, tutti noi romani, il problema. Crescono gli affitti dei locali commerciali e le librerie hanno un margine di guadagno assai ridotto. La questione riguarda l'intero tessuto socio-culturale di Roma: chiudono le librerie piccole e anche grandi. Abbassano le saracinesche antiche attività legate alla storia cittadina (ultimo caso le Passamanerie Crocianelli in via dei Prefetti, un intero universo di saperi artigianali). Il Campidoglio, in tutte le sue amministrazioni, ha distribuito le pompose targhe «Negozio storico» non attivando adeguate politiche. Attendiamo che la nuova amministrazione Raggi eviti con atti concreti la cancellazione delle librerie e di quel mosaico di luoghi che rende viva l'identità di Roma. Paolo Conti
Roma. La scomparsa delle librerie e l'identità della capitale
Un cittadino romano, Giancarlo Bufacchi, ha scritto una lettera al Corriere della Sera esprimendo preoccupazione per il futuro delle librerie di Roma. Secondo Bufacchi, la città è priva di anima senza una sufficiente presenza di librerie. Le librerie piccole e grandi stanno chiudendo a causa di crescenti affitti e margini di guadagno ridotti. Il problema è più ampio, coinvolgendo il tessuto socio-culturale di Roma, e include la chiusura di attività legate alla storia cittadina. Il Campidoglio ha distribuito targhe per le attività storiche, ma non ha attuato politiche concrete per prevenire la cancellazione delle librerie.
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