Una strada in basolato di cui si ignorava l'esistenza, un ... Una strada in basolato di cui si ignorava l'esistenza, un mausoleo del II secolo dopo Cristo circondato da innumerevoli tombe e un acquedotto, probabilmente del I secolo, che portava l'acqua da Malafede chissà a quale agglomerato urbano fuori dalle mura della Città Eterna. Sono venuti alla luce durante lavori di scavo da parte dell'Acea che sta curando l'illuminazione della via del Mare. Sono subito intervenuti gli esperti della Sovrintendenza archeologica di Ostia Antica. Attualmente, però, entrambi i cantieri sono fermi: l'Acea aspetta il via libera della Soprintendenza e quest'ultima i fondi (circa 70 mila euro) per completare gli studi. I reperti sono stati trovati circa due mesi fa all'altezza di Casale di Malafede, circa al 15 chilometro: prima delle opere murarie di epoca tarda, poi il mausoleo. Ogni resto è stato minuziosamente fotografato, repertato e trasferito agli scavi di Ostia Antica. Dovevano illuminare la via del Mare, una delle strade più pericolose d'Italia. Hanno fatto luce su uno spicchio di Roma Antica rimasto sottoterra per duemila anni: una spettacolare strada di basalto, forse una consolare di cui si ignorava l'esistenza e che disegna nuovi scenari urbanistici, un mausoleo del secondo secolo dopo Cristo circondato da innumerevoli tombe meno pregiate e un acquedotto ancor più antico, probabilmente del primo secolo, che portava l'acqua da Malafede chissà a quale agglomerato urbano fuori dalle mura della Città Eterna. La scoperta è dei tecnici dell'Acea ai quali il Comune di Roma ha affidato il delicato intervento di illuminazione della strada statale 8, la via del Mare che collega Roma con Ostia. Gli scavi e gli approfondimenti, invece, sono stati realizzati dagli esperti della Sovrintendenza archeologica di Ostia Antica, diretta da Anna Gallina Zevi. Attualmente, però, entrambi sono fermi: i primi devono ottenere il via libera degli archeologi che, a loro volta, attendono che l'azienda comunale stanzi i fondi, circa 70mila euro secondo una prima relazione, per completare gli scavi e gli studi. E intanto l'area è circondata da lattine di birra, pacchetti di sigarette, roulotte in disuso e sanitari abbandonati. I primi reperti sono stati trovati circa due mesi. Le ruspe dell'Acea stavano realizzando uno solco nel quale far passare i cavi di alimentazione dei lampioni che dovranno illuminare la via del Mare. All'altezza di Casale di Malafede, circa al 15 chilometro, sono emersi dei reperti archeologici sul lato destro della carreggiata in direzione Ostia. I responsabili dell'Acea hanno subito avvertito la soprintendenza di Ostia Antica che ha inviato sul posto il suo staff. «Quando abbiamo iniziato a scavare non credevamo ai nostri occhi - racconta Angelo Pellegrino, da dieci anni direttore degli Scavi di Ostia Antica - Prima abbiamo rinvenuto delle opere murarie di epoca tarda (IV o V secolo dopo Cristo) probabilmente erano anche più vecchie ma successivamente sono state riutilizzate. Poi, invece, abbiamo trovato un mausoleo. Non siamo ancora stati in grado di individuare il proprietario, forse un patrizio che possedeva una villa fuori le cinta murarie di Roma. Dentro e fuori il sepolcro abbiamo raccolto i resti di ossa umane e numerose urne cinerarie meno importanti, tutte prive di corredo». E aggiunge: «Si spiega così finalmente anche il mistero dei blocchi marmorei molto pregiati che nel 1928, durante la costruzione della via del Mare, vennero abbandonati sul ciglio della strada e soltanto una decina di anni fa vennero portati all'ingresso degli scavi: con ogni probabilità erano il rivestimento del mausoleo». Ogni resto, grazie al lavoro di archeologi, architetti e antropologi, è stato minuziosamente fotografato, repertato e trasferito agli scavi di Ostia Antica. Ma non è tutto. Anzi. Tra la via del Mare e il vicino letto del Tevere gli archeologi hanno portato alla luce altre due strutture: un acquedotto (largo 40 centimetri e alto 120) che portava l'acqua da Malafede al porto di Ostia e una strada di basalto: «E' in ottime condizioni - spiega l'archeologa Veronica Romoli della cooperativa Archeologia - E' larga quattro metri e mezzo, circa come una consolare». Secondo gli esperti di Ostia Antica la nuova strada non dovrebbe essere l'antica via Ostiense ma un'altra importante arteria di collegamento: «Resti della via Ostiense, durante gli scavi della galleria di Acilia, sono stati rinvenuto alla sinistra della via del Mare - sottolinea Pellegrino - Questa, invece, scorre alla destra dell'attuale statale, lungo il Tevere». Quindi la nuova scoperta ridisegna la geografia della Roma imperiale: tra la città e il porto di Ostia è probabile che ci fossero una fitta serie di insediamenti (un'antica area metropolitana) che spiegherebbero una rete viaria così fitta e un acquedotto di tali dimensioni. «Ora bisogna assolutamente terminare gli scavi - conclude il direttore di Ostia Antica - Soltanto così potremmo stabile come poter fare proseguire i lavori di illuminazione della via del Mare che rappresentano, senz'altro un'opera di pubblica utilità. Aspettiamo che l'Acea stanzi dei fondi per poter proseguire. servono 70mila euro. Forse meno. Ma bisogna far presto. Per proteggere il passato e per mettere in sicurezza il futuro». Anche la Roma imperiale aveva un hinterland di MARCO GUIDI Una strada che corre alla destra della via del Mare, costruita come noto nel 1928, in epoca fascista. E accanto alla strada che dovrebbe risalire al secondo secolo dopo Cristo alcune strutture murarie di età più tarda, probabilmente del IV o V secolo. La strada non è una parte dell'antica via Ostiense, che scorre a sinistra della via del Mare. E questo potrebbe significare che la zona era densamente abitata, tanto da doversi dotare di una seconda via di grande comunicazione. Si potrebbe ipotizzare una sorta di area metropolitana ante litteram, che si trovava tra Roma e Ostia Antica. Ostia Antica che era, come noto un grande centro portuale in cui arrivavano le merci destinate a Roma e nei cui pressi sorgevano importanti saline. Fondata, secondo la tradizione di Tito Livio da Anco Marcio risale probabilmente a un'epoca più tarda. All'inizio si trattò di un centro fortificato poi destinato a espandersi per tutti i secoli della pax romana. Un centro che non decadde fino ai saccheggi dei Goti di Alarico nel 410 dopo Cristo e a quelli della Guerra Gotica centodieci anni più tardi. Ma la cosa più interessante è che ai bordi della antica via romana sono stati trovati un mausoleo e numerose tombe. Le tombe sono sepolcri assai poveri, a inumazione, con i corpi praticamente privi di corredo. Nel mausoleo invece sono state ritrovate urne cinerarie (che accoglievano le ceneri dei defunti). La scoperta del mausoleo ha permesso di risolvere anche un piccolo enigma. Nel 1928 durante i lavori della via del Mare furono messi in luce i pregevoli marmi che rivestivano proprio il mausoleo. Marmi che furono per lungo tempo abbandonati ai lati della strada fino a che non sono stati portati a Ostia Antica. Ora ecco venuto alla luce anche il mausoleo. Un mausoleo di cui al momento si ignora il proprietario, visto che di iscrizioni al momento non c'è notizia si sa solo che dovrebbe risalire al II secolo dopo Cristo. A questo punto sorge una domanda: esisteva forse un centro abitato nella zona tra Malafede e Ostia? Come noto i romani seppellivano i loro morti lungo le vie al di fuori del recinto della città. Il ritrovamento di tombe ai lati della strada, la strada stessa, potrebbero indurlo a pensare. Terzo ritrovamento infine un acquedotto che scorreva sotterraneo con una luce di 120 centimetri per 40. Un canale interno che consentiva evidentemente una grande portata d'acqua (anche se la pressione degli acquedotti antichi non è paragonabile a quella dei nostri). L'acquedotto ha origine a Malafede, zona ricca di falde acquifere e va ad Ostia. Si tratta probabilmente dell'acquedotto costruito nel I secolo dopo Cristo, in un'epoca che va tra i regni di Tiberio e di Caligola. Una strada, delle tombe, un acquedotto. Ora ci vorrebbero alcune decine di migliaia di euro per portare a termine gli scavi. E per consentire la ripresa dei lavori Acea. Speriamo che si trovino. Intanto un altro tassello si è aggiunto al mosaico della conoscenza del nostro passato. -------------------- Ostia Antica, solo nel 2004 oltre trecentomila visitatori Gli scavi archeologici di Ostia Antica nel 2004 sono stati visitati da 300mila persone. Meno della metà ha pagato il biglietto per un incasso totale di 471.442 euro. Nel 2003 i visitatori erano stati 40mila in meno. L'incasso più o meno lo stesso. Cifre imparagonabili agli oltre 3 milionmi di visitatori fatti registrare dal circuito del Colosseo ma inferiori anche ai biglietti staccati a Castl Sant'Angelo e a Villa Adriana e Villa D'Este di Tivoli. Negli ultimi tempi sono decisamente migliorati i servizi al pubblico come la caffetteria, il book shop e la cura del verde che altruimenti rischia di rovinare i reperti. Tra gli stranieri, le comunità più "affezionate" agli Scavi di Ostia Antica sono quella tedesca e quella spagnola. L'ingresso è a Ostia Antica (viale dei Romagnoli, 717). Per informazioni si può chiamare lo 0656358099. Il sito web http:www.itnw.roma.itostiascavi. Il prezzo del biglietto è di 4 euro (2 ridotto). L'area è chiusa al pubblico tutti i lunedì e nei giorni 1 Gennaio, 1 Maggio, 25 Dicembre. D.Des.
Il Messaggero
11 Luglio 2005
Scoperte Archeologiche: Tutte le strade portano a Roma. Antica
DA
Davide Desario
Il Messaggero
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Bene culturale
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