Centurioni e risciò di nuovo al Colosseo dopo la scadenza dell'ordinanza di Tronca. Sotto al monumento più visitato del mondo, splendente per il restauro appena concluso, imperversa l'assedio alle migliaia di turisti. Risciò e i centurioni liberi tutti davanti al Colosseo dopo la scadenza del 30 giugno dell'ordinanza del commissario Francesco Paolo Tronca che li vietava. «Hello! Take a picture?» il mantra ripetuto alle migliaia di turisti stremati dalle temperature torride di luglio. Il ritornello è tornato a mescolarsi a «City tour... Vatican?», «Skip the line, skip the line», «water one euro» e tante altre offerte. Il suk delle vendite che gravita attorno al monumento più visitato del mondo dopo la muraglia cinese, con 6,6 milioni di ingressi nel 2015, è un assedio continuo ai turisti. Dalla parte della metro attorno all'edicola imperversa l'offerta di tour su bus a due piani, eventi con depliant in tutte le lingue dal cinese all'inglese all'arabo, promotori «saltafila», venditori di acqua, cappellini e ombrellini di carta parasole oltre alle solite aste per i selfie. Tutte offerte private, nessuna del Comune o altre istituzione regionale o statale. Tutte gestite nel caos dell'ambulantato e della rincorsa ad acchiappare i turisti. «Ci sono molti inganni denunciano le forze dell'ordine, dai vigili ai carabinieri ai poliziotti numerosi nell'area, con l'allerta terrorismo sempre alta . Spesso i visitatori del Colosseo pensano che saltare la fila gli permette di eludere i controlli con il metal detector che invece sono obbligatori e richiedono tempo» . Tra i principali reati registrati ogni giorno ci sono borseggi e scritte sui muri, ma l'abusivismo commerciale è una questione di affollamento: sono centinai i venditori in piazza del Colosseo. Motivo dell'ordinanza di Tronca che mirava ad evitare assembramenti con sanzioni di 400 euro per risciò e centurioni e il sequestro della merce. Ma ora nella piazza impacchettata dalle transenne della metro C con aree piene di polvere e ruspe, dove cercano l'ombra le botticelle con i cavalli stremati dal caldo, tra le migliaia di turisti (20mila di media al giorno) in coda per entrare al Colosseo, è tornata la proposta delle foto a dieci e venti euro con i finti Marco e Antonio dagli scudi di plastica, creste sull'elmo e mantello rosso. Sulla strada dove passano i bus imperversano i risciò con le foto del Colosseo, Fontana di Trevi, Pantheon e San Pietro, che si lanciano su via dei Fori Imperiali raggiungendo il traffico di piazza Venezia e zona del Tridente. Nelle strade affollate dello shopping vanno sui marciapiedi e contromano. Ma la cartolina più indecorosa imperversa in piazza del Colosseo, monumento tornato bianco splendente dopo la conclusione dei lavori di restauro da 25 milioni di euro stanziati dalla Tod's di Diego Della Valle, che il premier Matteo Renzi ha inaugurato venerdì sera. Attorno all'Anfiteatro regna il caos delle offerte ai turisti, un mondo senza regole che tocca il settore economico più importante della capitale.
Centurioni e risciò sono tornati sotto al Colosseo
Il Colosseo, monumento più visitato del mondo, è tornato ad essere affollato dopo la scadenza dell'ordinanza di Tronca che vietava ai risciò e ai centurioni di vendere. I turisti sono stati costretti a pagare per le foto con i finti Marco e Antonio, mentre i venditori di acqua, cappellini e ombrellini di carta sono aumentati. La situazione è considerata un assedio alle migliaia di turisti, con molti inganni e reati registrati ogni giorno. Il Comune non gestisce le vendite, ma piuttosto le offerte private. La situazione è considerata un problema economico e di sicurezza, con l'allerta terrorismo alta.
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