L'APPALTO da 10 milioni di euro per la realizzazione del polo bibliotecario regionale all'interno dell'ex caserma Rossani è stato aggiudicato. Entro il 30 giugno, come previsto, per evitare la perdita dei finanziamenti. A vincere la maxi gara, in via provvisoria, è stato Conscoop, il Consorzio fra cooperative di produzione e lavoro di Forlì. Sarà dunque un'azienda romagnola, salvo ricorsi, a portare avanti i lavori di ristrutturazione dei due edifici storici presenti nell'ex caserma del quartiere Carrassi di Bari. Il progetto prevede la creazione di uno spazio multifunzionale che ospiti non solo la biblioteca ma anche sale proiezioni, aree giochi, emeroteca e caffè letterario. L'immobile più grande su cui si interverrà è la "Casermetta", originariamente destinato a depositi militari, poligono di tiro e camerate: i 3mila metri quadri, suddivisi in 13 campate, verranno incrementati a 3500 attraverso la realizzazione di soppalchi e ballatoi. Saranno poi realizzati lucernari e vetrate per rendere gli ambienti più luminosi. L'ex palazzina "Comando", invece, 1500 metri quadri, ospiterà sale studio e uffici, laboratori e sale per il personale. I due edifici saranno collegati da una struttura in vetro per creare un'interazione diretta tra i fabbricati. A realizzare la progettazione del polo bibliotecario è stato un gruppo di professionisti interni al Comune di Bari con il supporto dell'architetto Elisabetta Fabbri che si è occupata del restauro del teatro La Fenice di Venezia. A collaborare anche Antonella Agnoli, esperta di progettazione di biblioteche. Tra tempi di aggiudicazione definitiva e firma dei contratti andrà via qualche altro mese ma, secondo le stime dei tecnici, il cantiere potrà partire in autunno e durerà circa due anni. Entro la fine del 2018, dunque, si potrà inaugurare il più grande polo bibliotecario del Mezzogiorno. "È stato fatto tutto in tempi record osserva il sindaco di Bari Antonio Decaro - è un successo del Comune di Bari e delle istituzioni pubbliche tutte perché in poco più di un anno abbiamo individuato le risorse, elaborato e approvato la progettazione per la riqualificazione dei due edifici storici che saranno interessati da un restauro conservativo perché sottoposti a vincolo della Soprintendenza, siglato l'accordo con Invitalia spa che ha seguito le procedure di gara fino all'aggiudicazione e individuato l'esecutore dei lavori. Abbiamo così raggiunto l'obiettivo più importante che ci eravamo posti: non perdere il cospicuo finanziamento messo a disposizione dalla Regione Puglia per la valorizzazione di quell'area". I fondi, esattamente 9,6 milioni di euro, arrivano da finanziamenti Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) ottenuti grazie a un accordo con la Regione Puglia firmato ad aprile 2015: il vincolo, però, era quello di impegnarli entro il 30 giugno 2016. Per questo il Comune si è affidato a Invitalia, società del Ministero per lo Sviluppo economico che lavora in accordo con l'Autorità nazionale anticorruzione per la redazione dei capitolati, per portare avanti il maxi appalto. Appalto criticato, però, dagli imprenditori edili dell'Ance che avevano presentato un esposto all'Anac rimasto senza seguito. "Questo è l'esempio che testimonia la possibilità di avviare una straordinaria opera pubblica attraverso procedure e progetti tempestivi, efficienti e, soprattutto, che hanno visto più istituzioni collaborare per il bene e il futuro di un territorio va avanti il sindaco - è una grande soddisfazione vedere prender forma, giorno dopo giorno, il progetto di riqualificazione di un'area di grande valore per la città. In questi due anni di mandato stiamo dando corpo a una visione strategica con progetti e opere che si stanno realizzando concretamente".