A quattro giorni dalla chiusura, la passerella di Christo ha superato il milione di visitatori. Cioè la soglia prevista alla vigilia della performance Il successo di un ponte galleggiante si segnala con gli sgambetti per salirci, le strade tutte attorno diventate un muro umano, le signore che quasi svengono per asfissia superate da altre signore in coda, ma soprattutto il bilancio dei visitatori, che alle 18.45 di ieri ha segnato il record: oltre un milione di camminatori sulle acque. Riccardo Venchiarutti, sindaco di Iseo, ci aveva scommesso una cena con il prefetto e il comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe Spina: «Adesso vado a riscuotere». Il tessuto giallo dalia di The Floating Piers è stato calpestato da un milione di visitatori in 12 giorni: pensavano ne sarebbero arrivati la metà. Gente che aspetta di entrare a piedi nudi nella storia dell'arte per tre ore minimo, isterici che danno in escandescenza per il treno in ritardo anche solo di cinque minuti: gestire un milione di pellegrini a Sulzano che conta 1.800 abitanti non è una cosa che si programma in cinque minuti (i bookmaker scommettono di arrivare al milione e mezzo entro domenica). «Il sistema era tarato per 50 mila persone al giorno: ne stiamo facendo quasi il doppio» dice Paola Pezzotti, sindaco di Sulzano. La lista dei ringraziamenti è lunga almeno due fogli di A4: «Il coordinamento sta lavorando in modo eccezionale». Nessun rimorso. «Il bilancio è positivo, non cambierei niente: sappiamo affrontare tutto in modo molto fluido». Certa gente pronuncia empietà per la coda: «Il flusso è importante già la mattina all'alba: oggi (ieri per chi legge, ndr) alle 8 il ponte era già saturo. Chi aspetta due o tre ore per salire sulla passerella deve mettere la pazienza nello zainetto». Il prefetto invece ha imposto limitazioni all'orario: dalle 24 alle 6 tutti fuori, «ma siamo flessibili: se serve, faremo entrare le persone anche dopo le dieci di sera». Ora bisogna fare in modo che il lago non affondi nell'oblio quando Christo smonterà tutto: «Abbiamo già avuto incontri con diverse associazioni: l'altro giorno è venuta una delegazione cinese e nelle prossime settimane aspettiamo la commissione del ministero della Cultura. Il lago deve mantenere la sua identità, ma bisogna fare un passo in più». A Montisola, i netturbini lavorano 24 ore su 24 e di notte la passerella è off limits per le pulizie: «Ci aspettavamo 25 mila persone nei giorni feriali, ne sono arrivate 90 mila: abbiamo duplicato le forze senza nessuna difficoltà. Ora i cestini sono vuoti e non c'è una cartaccia in giro. La mia gente ha dato il massimo» assicura il sindaco Fiorello Turla. Rassegnatevi alla coda, «perché poi questo evento non ci sarà più: è come Expo». La rogna dei trasporti è stata gestita anche da Diego Invernici, il sindaco di Pisogne: «Devo ringraziare tutti: forze dell'ordine, volontari hostess, steward. Abbiamo dovuto modulare il sistema in base ai flussi, in un posto che non ha metropolitana o grandi autostrade». Qualcuno si lamenta poi per i treni deviati: «C'è gente che va al parco divertimenti, spende 200 euro, fa 4 ore di fila e non dice niente: quando apre Gardaland, Peschiera si ferma. Il nostro sistema non è mai andato in default». Per Venchiarutti, il giorno più funesto è stato il primo: «Ci avevano blindato il paese. L'unica criticità si è registrata con i bus navetta bloccati, ma la cosa è durata solo due giorni e siamo ripartiti benissimo. Ora, ristoranti e pizzerie fanno il triplo turno, le guide turistiche lavorano tantissimo e l'Arsenale ha fatto il record di visitatori».