II Satiro venuto dal mare è tornato a danzare. Magnetico, imponente, eppure leggero, il demone orgiastico da ieri svetta - braccia larghe e capelli al vento - al centro della Sala della Regina, a Palazzo Montecitorio. Ha tutti gli occhi puntati su di sé. Dai fondali di Mazara del Vallo, dove la statua in bronzo è stata ripescata dal peschereccio "Capitan Ciccio" nel '98, alla prestigiosa sede politica della capitale. Accolta dal presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ammirata dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, dalla moglie Franca e da un parterre di nomi illustri. Capolavoro greco di Prassitele o meravigliosa copia romana, forse faceva parte di un corteo orgiastico rimasto in fondo al mare, che accompagnava il dio greco Dioniso. Oppure - dissente qualcuno - il satiro ballava da solo o meglio con l'Ebrezza. Se molti suoi segreti, quell'esaltato danzatore, se li è lasciati alle spalle. Là sotto al canale di Sicilia - ed esperti a maggio si vedranno a Roma proprio per fare il punto sulla scoperta - un dato però è evidente: la cultura del Mediterraneo, antica e valorosa, che si sprigiona da quella statua alta 2 metri. «Preziosa eredità della cultura del Mediterraneo», sottolinea il presidente della Camera, Casini, nel suo discorso: «In quel bacino sono fiorite civiltà diverse, che hanno convissuto per secoli assicurando al progresso dell'umanità uno straordinario contributo. Civiltà che hanno colto i valori universali della persona umana e li hanno propagati attraverso la storia con forza e vitalità. Quei valori hanno intessuto il terreno comune sul quale si è edificata l'identità europea. Le testimonianze di quelle civiltà ci ricordano che i popoli possono convivere pacificamente nel rispetto delle differenti culture, nell'operosità e nella costruzione del futuro. E' un insegnamento di cui tutti noi oggi dobbiamo farci carico, ciascuno per la sua parte, operando per metterne a frutto le conseguenze virtuose». Prendono la parola il ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani, il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro («la Sicilia si. candida a essere capitale mondiale dell'archeologia subacquea»), il sindaco di Roma Walter Veltroni («la leggerezza calviniana del Satiro, la sua freschezza interiore, ci fanno ben sperare»). Discorsi brevi, quindi tutti in marcia, verso la sala della Regina e ora del Satiro. Ci sono tanti volti noti della politica (La Malfa, Selva, Mussi, D'Ale-ma, D'Onofrio, Armarti); Giovanni Maria Flick in rappresentanza della Corte costituzionale, Martina e Francesco Mondadori, Alain Elkan, Giuseppe Fabrizi, primario di Dermatologia al Gemelli, Gabriella Pistone, deputalo segretario del comitato artistico della Camera dei deputati. E ancora: il marchese Giorgio Guglielmi, la marchesa Sveva Cavalietti, il presidente. deil'Àutholity per le telecomunicazioni, Enzo Cheli. A Roma, dove è stata restaurato nei laboratori dell'Icr, resterà fino al 2 giugno, dopodiché il Satiro danzante tornerà a Mazara. La mostra, organizzata da Camera, Ministero ai Beni culturali, Regione Sicilia e Comune di Roma è gratuita ed è aperta da oggi (dalle 10 alle 19; chiusa di lunedì, eccetto il 21 aprile e il 2 giugno). Già a quota 7 mila le prenotazioni.
Ecco il Satiro venuto dal mare
Il demone orgiastico, statua del satiro, è stato ritrovato a Mazara del Vallo e è stato portato a Palazzo Montecitorio per essere esposto. La statua, alta 2 metri, è stata restaurata e sarà esposta fino al 2 giugno. La mostra è gratuita e aperta dalle 10 alle 19, tranne il lunedì. La statua è un capolavoro greco di Prassitele o una copia romana e rappresenta la cultura del Mediterraneo. Il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ha sottolineato l'importanza di preservare la cultura del Mediterraneo e ha invitato tutti a fare carico dell'insegnamento delle civiltà del passato.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo