L'INTERVISTA MONTANARI: "RAGGI MI HA CHIAMATO" «SÌ, ho detto di sì a Virginia Raggi quando mi ha chiesto se sarei stato disponibile a entrare nel board di saggi per la cultura, ma non c'è ancora nessun atto formale». Tomaso Montanari, consigliere a titolo gratuito del Comune a guida Si di Sesto Fiorentino, è pronto a dare una mano alla sindaca M5S, «anche in questo caso senza essere retribuito: con i Comuni in queste condizioni mi sembra logico», aggiunge lo storico dell'arte. Montanari è stato incoronato, suo malgrado, da Massimo D'Alema in campagna elettorale, assessore alla Cultura per M5S. Quindi è diventato sponsor per quella casella di Christian Raimo, ma anche del poi prescelto, ormai certo, Luca Bergamo («conosce bene Roma, e poi è di sinistra »). Da consigliere, con Paolo Maddalena e Salvatore Settis, ancora però non interpellati, quale parere darebbe innanzitutto a Raggi e Bergamo? «Ridare competenze, spazio e capacità decisionale all'amministrazione pubblica. Ossia ripensando per prima cosa il ruolo della società in house Zètema che, con i vertici condivisi con Civita, ha messo in atto una politica di commercializzazione, diciamolo: di mercificazione, della cultura». E un suo consiglio sui Fori pedonalizzati dalla giunta Marino? «Bisogna andare avanti su quella strada, che è quella indicata da Antonio Cederna: andare a piedi dal Colosseo a Capo di Bove è un obiettivo altissimo». Già, l'Appia, ma Franceschini la darà a un direttore ad hoc. «È un errore, non può decidere solo lo Stato. Il Comune più in generale deve riappropriarsi dell'enorme potere decisionale nella cultura, delegato ora al Collegio romano ».
"Sarò nel board Cultura Togliere potere a Zètema e Colosseo-Appia a piedi"
Tomaso Montanari, consigliere a titolo gratuito del Comune di Sesto Fiorentino, è pronto a entrare nel board di saggi per la cultura della giunta M5S di Virginia Raggi. Non c'è ancora un atto formale, ma Montanari è disposto a dare una mano senza essere retribuito. Ha già ricevuto l'incoraggiamento di Massimo D'Alema, che lo ha incoronato assessore alla Cultura per M5S. Montanari suggerisce di ridare competenze, spazio e capacità decisionale all'amministrazione pubblica, ripensando al ruolo della società in house Zètema, che ha messo in atto una politica di commercializzazione della cultura.
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