TORNANO i privati nella gestione delle biglietterie e dei servizi aggiuntivi dei beni culturali siciliani. A distanza di sei anni dalle contestate gare bandite dalla giunta Lombardo e dopo gli annunci del governatore Rosario Crocetta sull'intenzione di fermare l'iter («Mai più privati nei nostri beni»), ieri è stato firmato il primo contratto che riguarda i gioielli di Siracusa. A giorni saranno firmati i contratti anche per i siti di Taormina e Giardini Naxos e nelle prossime settimane quelli per Monreale, Segesta, Selinunte e Valle dei templi, solo per citare i principali beni culturali siciliani. Rientrano quindi nella partita colossi del calibro della Mondadori della famiglia Berlusconi o della Prc Codess Coopcultura, legata alla Lega delle cooperative e che cura diversi beni monumentali a Roma tra i quali il Colosseo. E, ancora, Civita Cultura, guidata da Luigi Abete e che tra i suoi soci ha le case editrici De Agostini e Giunti, la Fondazione Sicilia e Cinecittà entertainment. Dopo lo scandalo Novamusa, che ha trattenuto incassi per oltre 19 milioni di euro senza versarli alla Regione, in questi anni i musei siciliani non hanno avuto alcun servizio aggiuntivo. Quanto dovranno versare alla Regione i nuovi privati? Appena il 29 per cento degli incassi. Biglietterie e bookshop dei musei regionali c'è il via libera alla gestione dei privati Tornano i privati nella gestione delle biglietterie e dei servizi aggiunti dei beni culturali siciliani. A distanza di sei anni dalle contestate gare bandite dal governo Lombardo e dopo gli annunci del governatore Rosario Crocetta di fermare l'iter («mai più privati nei nostri beni »), ieri è stato firmato il primo contratto che riguarda i gioielli di Siracusa. A giorni saranno firmati i contratti anche per i siti di Taormina e Giardini Naxos e nelle prossime settimane quelli per Monreale, Segesta, Selinunte e Valle dei Templi, solo per citare i principali beni di Sicilia. Tornano quindi nella partita colossi del calibro della Mondadori della famiglia Berlusconi, o della Prc Codess coopcultura, legata alla Lega delle cooperative e che cura diversi beni nella Capitale tra cui il Colosseo. E, ancora, Civita Cultura guidata da Luigi Abete e che tra i suoi soci ha le case editrici De Agostini e Giunti, la Fondazione Sicilia e Cinecittà entertainment. Dopo lo scandalo Novamusa e i vecchi gestori dell'epoca cuffariana che hanno trattenuto incassi per oltre 19 milioni di euro senza versarli alla Regione, in questi anni i musei siciliani non hanno avuto alcun servizio aggiuntivo. Non un bookshop, una guida, un bar o ristorante è stato mai aperto. Né sono stati organizzati eventi di rilievo, a parte qualche eccezione. Con l'arrivo dei privati la Regione spera che molte di queste attività partano perché sarà questo il cuore del business affidato ai privati. Ieri è stato firmato il contratto con l'associazione di imprese che si era aggiudicata la gare per i tre principali siti di Siracusa: la Neapolis, il museo Paolo Orsi e la Galleria Bellomo che ospita il quadro del seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio. Da soli questi tre siti accolgono ogni anno quasi 600 mila visitatori per un incasso di circa 4 milioni di euro. A gestire biglietterie e servizi sarà adesso la società Thekey, che guida un raggruppamento composto da Civita cultura e Mondadori Electa. Queste società dovranno versare alla Regione «il 29 per cento degli incassi da vendita dei biglietti, il 7 per cento sul fatturato derivante dai servizi integrati, il 30 per cento dei corrispettivi relativi a manifestazioni ed eventi, nonché 37.735 euro come canone concessorio». Cifre non proprio elevate, ma tant'è, le gare allora bandite prevedevano questi parametri. Lo stesso raggruppamento d'imprese si è aggiudicato, e firmerà a giorni, il contratto per la gestione dei servizi del Teatro antico di Taormina e dell'area archeologica di Giardini Naxos: due siti che registrano 700 mila visitatori e incassi per 4,6 milioni di euro. Di questi, a fronte dei servizi che avvieranno, i privati dovranno restituirne alla Regione meno di un terzo. A breve comunque saranno firmati anche gli altri contratti dopo alcune verifiche che hanno cambiato i nomi degli aggiudicatari: ad esempio per la Valle dei Templi e il museo archeologico di Agrigento è stata esclusa la società "Luoghi dell'Arcadia" e l'appalto sarà affidato alla Prc codess coopcultura, che si è aggiudicata anche i siti del Palermitano, e cioè il Duomo di Monreale e il Castello della Zisa. I grandi siti archeologici di Segesta e Selinunte dovrebbero andare alla società Munus, altro nome importante del settore che gestisce diversi siti a Roma e in Toscana. Soddisfatto l'assessore ai beni culturali, Carlo Vermiglio: «Questo primo contratto dice Vermiglio sblocca una lunga e articolata vicenda avviando la riqualificazione dei luoghi della cultura regionali e dotandoli di quei servizi che sono essenziali per adeguare la nostra offerta turistica e culturale agli standard europei. È, inoltre, un'occasione importante di sviluppo occupazionale in un settore strategico per la valorizzazione e la piena fruizione dei musei, dei parchi e delle aree archeologiche». A Roma la Corte dei conti del Lazio ha censurato la Regione e gli altri enti pubblici che hanno affidato a privati la gestione dei servizi consentendo loro di trattenere anche il 70 per cento degli incassi. Esattamente quello che avverrà nell'Isola.