A sostegno del Comitato tecnico scientifico per le Biblioteche e gli Istituti Culturali Le coraggiose dimissioni di Giovanni Solimine dal Consiglio Superiore dei Beni Culturali e del Comitato tecnico scientifico per le Biblioteche e gli Istituti Culturali (Mauro Guerrini, Luca Bellingeri, Paolo Matthiae e Gino Roncaglia), maturate in segno di protesta per la ridottissima previsione di posti riservati a bibliotecari nel bando di reclutamento per 500 funzionari nel MiBACT, e per la marginalizzazione del ruolo istituzionale del Comitato stesso e del Consiglio Superiore dei Beni Culturali nel suo insieme, evidenziano ancora una volta e a livello istituzionale i limiti e la carenza di un disegno strategico complessivo nella politica sulla cultura promossa dal Governo. Se solo si confronta il radicale riassetto del MiBACT, con l'istituzione delle Soprintendenze uniche, dei Poli Museali, dei sempre più numerosi Istituti dotati di autonomia speciale (per non parlare dei nuovi Istituti Centrali), e la politica di reclutamento del personale prevista nel bando, emerge la distanza tra ambizioni, promesse e risorse messe in campo, imputabile alla mancanza di un'analisi concreta dei rischi e dei fabbisogni. È, infatti, evidente che la moltiplicazione degli Istituti e la frammentazione delle competenze ingenerano l'esigenza di un conseguente, rilevante aumento del personale (tecnico oltre che scientifico), a meno di non pregiudicare in partenza la funzionalità dei nuovi Uffici, ma i numeri del bando dimostrano una previsione al ribasso che non consente neppure di garantire l'indispensabile turn over rispetto ad una dinamica di pensionamenti che si aggraverà nei prossimi anni. Le stesse difficoltà accomunano i settori delle biblioteche, dei beni archeologici e storico-artistici e nascono dalla grave sottovalutazione da parte dell'Amministrazione dei ruoli e delle competenze tecniche e scientifiche all'interno del MiBACT: se si continua a procedere in questa direzione, la riforma rischia davvero di restare sulla carta. Sulla base di queste considerazioni si raccoglie e condivide la posizione assunta dal mondo delle Biblioteche e si richiede che il Ministero avvii finalmente una discussione che tenga conto delle reali esigenze dell'organico aperta all'ascolto degli organi istituzionali, delle Consulte e delle Associazioni che, a vario titolo, operano nel settore dei Beni Culturali. Martina Almonte, Giovanna Alvino, Carmelina Ariosto, Gabriele Baldelli, Federico Barello, Antonella Bonini, Luciana Borrello, Anna Maria Brizzolara, Rita Camerlingo, Rosa Cannavacciuolo, Renata Cantilena, Annalisa Capurso, Massimo Casagrande, Silvana Casale, Nicoletta Cassieri, Luca Cerchiai, Luigi Cicala, Bruno Ciliento, Rosa Cristiani, Mariassunta Cuozzo, Bruno d'Agostino, Maria Antonietta D'Angelo, Angelina De Laurenzi, Filippo Delpino, Federica di Napoli Rampolla, Rubens D'Oriano, Maria Rosaria Esposito, Bianca Ferrara, Rosa Fiorillo, Maretta Fugazzola Delpino, Patrizia Gastaldi, Francesca Ghedini, Costanza Gialanella, Daniela Giampaola, Gianluca Grassigli, Piero Guzzo, Elena Lattanzi, Enzo Lippolis, Paolo Liverani, Fausto Longo, Elisa Mangani, Ruggero Martines, Mauro Menichetti, Paola Miniero, Tomaso Montanari, Italo Maria Muntoni, Nicoletta Pagliardi, Giacomo Pardini, Rita Paris, Marina Passalacqua, Carmine Pellegrino, Alessandra Piergrossi, Chiara Pilo, Angela Pontrandolfo, Stefanella Quilici Gigli, Francesca Radina, Marco Rendeli, Carmelo Rizzo, Rosa Rossi, Gianfranca Salis, Giuseppe Sassatelli, Rosaria Savio, Michele Scafuro, Antonio Stramaglia, Gianluca Tagliamonte, Assunta Torres, Cinzia Vismara, Alessandro Usai, Fausto Zevi. API MiBACT - Archeologi del Pubblico Impiego; Coordinamento Mi riconosci? Sono un professionista dei Beni Culturali.
A sostegno del Comitato tecnico scientifico per le Biblioteche e gli Istituti Culturali
Il Comitato tecnico scientifico per le Biblioteche e gli Istituti Culturali ha espresso le dimissioni per protesta contro la ridotta previsione di posti per bibliotecari nel bando di reclutamento per 500 funzionari nel MiBACT. Le dimissioni sono state prese a causa della marginalizzazione del ruolo del Comitato e del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. La politica del MiBACT è stata criticata per la moltiplicazione degli Istituti e la frammentazione delle competenze, che richiedono un aumento del personale. Le stesse difficoltà si verificano anche nel settore delle biblioteche, dei beni archeologici e storico-artistici, dovute alla grave sottovalutazione dei ruoli e delle competenze tecniche e scientifiche.
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Bene culturale
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