Terapia d'urgenza con restauro generale per il vecchio "Leone di Caprera", lo storico vascello con il quale tre italiani, Vincenzo Fondacaro di Bagnara Calabra, l'anconetano Orlando Grassoni e Pietro Zoccoli di Camerota, il 21 marzo del 1880, salparono da Montevideo, in Uruguay, e affrontarono l'Oceano Atlantico diretti all'isola di Caprera, di fronte alle coste della Sardegna. Il loro obiettivo era quello di testimoniare all'anziano "Eroe dei due Mondi", Giuseppe Garibaldi, malato e martoriato dall'artrite deformante, l'affetto degli italiani del Sud America scritto su un album ricco di centinaia di firme. La barca, un guscio di noce appena 9 metri lungo e solo due metri e mezzo largo, per una stazza massima di 3 tonnellate e mezza, attualmente esposta all'interno della Grotta di Lenticelle, a Marina di Camerota, sta cadendo a pezzi. Il fasciame è completamente rovinato sia dalla salsedine che dal continuo stillicidio dell'acqua che filtra nella caverna; non meglio stanno le parti in metallo che foderavano e ornavano lo scafo rimaste rotte e ossidate, nel tempo. Ancora, la coperta fatta con doghe larghe un pollice e mezzo, alternate fra noce e pino, interamente inchiodate e foderate in rame e in bronzo, si è quasi del tutto scollata. Problemi enormi, poi, sono al pozzetto e alla chiglia. Il fattore che secondo Roberto Petriaggi, archeologo dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma ha maggiormente contribuito allo sfascio, è stata il prolungato stazionamento all'aperto durante il periodo d'esposizione milanese. Proprietario della goletta, difatti, è il Comune di Milano attraverso le Civiche raccolte storiche del locale Museo del Risorgimento. «Stando all'aperto - spiega Petriaggi - e solo parzialmente coperta da un telo, poggiata su una fiancata, ma anche perché c'è stata una consistente ritenuta d'acqua, le tavole della barca hanno ceduto. A mio avviso, la goletta può essere protetta e musealizzata, ma non dovrà stare più nella grotta». Tutto da recuperare, dunque, attraverso un intervento che dovrà essere sostanzialmente conservativo, ponendo la massima attenzione all'uso degli stessi legni che vennero impiegati all'epoca della costruzione: cannella, algarrobo, noce, pino bianco d'America. Lo studio di fattibilità e il controllo del recupero del natante, sono stati affidati difatti all'Istituto romano e a una equipe formata, oltre che da Petriaggi, anche da Giulia Galotta, biologa, e da Luciana Rossi, chimica del Museo Pigorini. L'inizio del restauro a cui lavoreranno gli esperti in recupero d'imbarcazioni d'epoca dell'Arie, come racconta Giosué Mazzeo, presidente del Consiglio comunale di Marina di Camerota, è previsto per settembre prossimo. «Intanto - continua - stiamo cercando di trovare una nuova sede al vascello, dove tenere sotto controllo temperatura e umidità». La trattativa per acquistare il castello che domina la cittadina, all'interno del quale ricavare uno spazio in cui la goletta possa ritrovarsi finalmente al sicuro, dovrebbe difatti andare in porto quanto prima.
Rinasce a Camerota il vascello di Garibaldi
Il vecchio "Leone di Caprera", un vascello storico costruito nel 1880, sta cadendo a pezzi a causa della sua esposizione all'aperto. La barca, che era stata utilizzata per portare un album di firme a Giuseppe Garibaldi, è stata acquistata dal Comune di Milano e ora è esposta all'interno della Grotta di Lenticelle a Marina di Camerota. Il fasciame è completamente rovinato e le parti in metallo sono state danneggiate. Gli esperti dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma hanno stabilito che il restauro della barca è necessario e che la sua protezione è possibile, ma richiede un intervento conservativo.
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