Venerdì la consegna al Comune, poi partirà l'iter per il bando pubblico Verona. Venerdì Italiana Costruzioni consegnerà all'amministrazione comunale il nuovo progetto per la riqualificazione dell'Arsenale, rivisto secondo le indicazioni di giunta e commissione. L'iter sarà lungo ma, se non ci saranno intoppi, i lavori potrebbero essere conclusi per metà 2018. I promotori in un incontro hanno spiegato di voler realizzare un parco dell'arte contemporanea all'aperto. «Per Verona una grande occasione». VERONA. Venerdì Italiana Costruzioni consegnerà all'amministrazione comunale il nuovo progetto per la riqualificazione dell'Arsenale, rivisto secondo le indicazioni di giunta e commissione. A quel punto, una volta che verrà dichiarato di pubblico interesse, il progetto sarà messo a gara attraverso un bando europeo. Se non ci saranno intoppi, l'aggiudicazione potrà avvenire entro fine anno e i lavori, della durata di 24 mesi, iniziare per l'estate prossima. A metà 2018, quindi, potrebbe vedere la luce il «nuovo» Arsenale, come immaginato dai proponenti privati che, in cambio di un investimento di circa 30 milioni di euro (cui se ne aggiungono altri 12 di contributo pubblico), otterranno la gestione per una quarantina d'anni degli spazi commerciali realizzati nella corte centrale del complesso monumentale asburgico. Il fulcro del progetto, presentato ieri pubblicamente alla cittadinanza alla sala Marani di via De Lellis in un incontro organizzato dall'associazione «Abitare Borgo Trento», è proprio la corte centrale: qui si concentra l'unico vero intervento che non sia di semplice restauro. L'idea è di realizzare una grande copertura trasparente avveniristica e asimmetrica, con una passeggiata che sale anche in verticale per ammirare la città dall'alto, da un punto di vista nuovo. Nello spazio sottostante, si potranno organizzare eventi e concerti mentre, nelle strutture dell'Arsenale, troveranno spazio attività commerciali a tema, l'idea è quella di una «cittadella del gusto». «Non sarà certo un centro commerciale - ha ribadito Attilio Maria Navarra, presidente di Italiana Costruzioni - e comunque non ci sono ancora contatti con eventuali operatori. L'idea è che abbiamo bisogno di una grande bellezza, e l'obiettivo è ricrearla». Il progetto per l'Arsenale reca la firma dell'architetto Alfonso Femia, che ha di recente curato la ristrutturazione dei docks del porto di Marsiglia. «Vorremmo fare dell'Arsenale un grande parco dell'arte contemporanea all'aperto, che al giorno d'oggi è l'attività che porta alla maggiore condivisione - ha sottolineato l'architetto - Pensiamo a quanto sta accadendo sul lago d'Iseo in questi giorni. Verona può cogliere una grande occasione, perché per queste attività servono spazi grandi e sono pochissime le città che li hanno a disposizione». Secondo i progettisti, i sei ettari dell'Arsenale, nell'ansa dell'Adige e proprio a ridosso di Castelvecchio, sono l'ideale Il progetto prevede quindi che il complesso stesso si trasformi «in un'opera d'arte» da vivere in tutte le ore della giornata, da pubblici diversi. Uno spazio multifunzione legato dall'uso culturale, anche se poi non tutto è proprio coerente con questo dettame (il Comune ha imposto ad esempio un asilo nido e una scuola materna). Chi da quasi 20 anni lavora alle varie proposte di riqualificazione dell'Arsenale è lo studio veronese Contec: prima con Chipperfield (che vinse il concorso di idee nel 2000 ma il cui progetto costava circa 100 milioni di euro e non fu quindi mai realizzato), poi con Rizzani De Eccher (la cui proposta si è arenata sulla richiesta di vendere per 99 anni gli spazi commerciali) fino a Italiana Costruzioni. «Stavolta si volta pagina - ha detto l'architetto Giorgio Ferrari, project manager di Contec - L'Arsenale resterà interamente di proprietà pubblica, diventando il vero parco del quartiere di Borgo Trento». Chiaramente, il progetto non può piacere a tutti e un assaggio delle obiezioni si è avuto ieri quando alcuni partecipanti alla presentazione hanno dato voce a critiche, anche dure. I più combattivi sono gli esponenti del comitato Arsenale, la cui proposta prevede di destinare la palazzina di comando e l'intera corte ovest al museo di Storia Naturale (che il Comune sposterà però a Castel San Pietro) e il resto a un centro culturale polifunzionale. «Il nostro primo obiettivo è la sostenibilità economica - ha spiegato però Navarra - Oggi si fa fatica a gestire musei su più di 2mila metri quadri, figuriamoci sui 20mila dell'Arsenale».