L'affondo dell'ex direttrice. La replica: lei, una meteora. I comitati: è uno spezzatino Tutti contro tutti nella gestione della Villa Reale di Monza. «Sembra il film La Guerra dei Roses», denuncia Alessandra Galasso, ex direttrice artistica della Reggia. Sotto accusa la gestione divisa tra Consorzio e Concessionario. «Sembra un condominio dove è impossibile mettersi d'accordo». I comitati dei cittadini: «La Villa ridotta a uno spezzatino dove ognuno fa il suo business». Monza. «In Villa Reale è scoppiata la Guerra dei Rose». Alessandra Galasso, ex direttrice artistica della Reggia, usa l'immagine del film di Danny DeVito per raccontare i rapporti tesi tra il Consorzio di gestione della Reggia e Attilio Navarra, presidente della società che ha effettuato i lavori di restauro e ora gestisce il corpo centrale della Villa per i prossimi vent'anni. Lei, curatrice ed esperta d'arte contemporanea, con esperienze in Francia, Stati Uniti e al museo del Novecento di Milano, era stata scelta a gennaio, dallo stesso Navarra, con il doppio ruolo di direttrice artistica e referente del concessionario nei rapporti con il Consorzio. Dopo soli quattro mesi «sono stata messa nelle condizioni di lasciare l'incarico. Il Consorzio non ha un comitato scientifico dice , mostre ed eventi vengono decisi di volta in volta dal direttore Lorenzo Lamperti a seconda delle proposte che gli arrivano sul tavolo, il concessionario è un ottimo restauratore, ma non ha esperienza di gestione. Consorzio e Concessionario non si parlano, il concessionario è circondato da spazi gestiti direttamente dal consorzio e il risultato è un condominio impossibile da gestire». Tra le proposte su cui ha lavorato, Galasso cita un sito in inglese della reggia, un percorso unitario per la visita delle sale, un sistema più chiaro di biglietteria per il visitatore, mostre coerenti con la storia della villa, l'incremento dell'offerta didattica. «La Villa è un luogo meraviglioso prosegue Galasso una bella addormentata che si è risvegliata dopo cento anni di sonno ed incuria. Basta questo per richiamare visitatori, invece in questi due anni è stata usata come contenitore di eventi e mostre già viste in altri luoghi». Sotto accusa è il bando regionale per il restauro e la gestione della Villa che è un prototipo per l'Italia e non è stato ancora replicato: affidare ad un privato la gestione di un bene pubblico dopo che il pubblico (la Regione) ha sborsato 21 milioni di euro per i restauri, contro i 6 del privato. «Siamo di fronte ad un assetto organizzativo che non è adeguato a valorizzare il prezioso monumento spiega Gianmarco Corbetta, consigliere Cinque Stelle che ha presentato un'interrogazione al Pirellone . Sembra più la gestione di un condominio, dove gli inquilini litigano tra di loro. Chiediamo che la Regione intervenga presso il consorzio perché sia garantita una programmazione coordinata che valorizzi il patrimonio pubblico». L'interrogazione fa riferimento alla lite tra Navarra e il subconcessionario, la società Vision Plus che gestiva gli spazi del primo piano nobile ed è stata sfrattata per morosità a maggio, ma soprattutto al ricorso al Tar che lo stesso Navarra ha presentato contro il Consorzio, accusato di offrire gratuitamente agli sponsor della reggia le sale che invece sono normalmente affittate. «Non viene riconosciuto il nostro ruolo spiega Navarra e anche se il dialogo con il Consorzio continua abbiamo voluto essere più incisivi. Di fatto ci troviamo i concorrenti in casa, perché l'affitto di sale è il nostro core business e se un'azienda capisce che basta una piccola sponsorizzazione alla reggia per avere l'uso gratuito degli spazi noi che ci stiamo a fare?». «La questione del ricorso è in mano agli avvocati commenta Lorenzo Lamperti . È bene fare chiarezza sui rispettivi ruoli». Quanto alle accuse dell'ex direttrice artistica, Lamperti è lapidario: «Per me è stata una meteora incontrata un paio di volte. Il Comitato scientifico non c'è perché non è facile trovare esperti di alto profilo disposti a lavorare a zero euro, faccio però notare che anche senza comitato abbiamo realizzato 25 mostre con le nostre forze». La querelle è destinata a proseguire e non stupisce il comitato di cittadini «La Villa Reale è anche mia» che dal 2010 ha promosso una raccolta di firme contro il bando regionale di affido dei restauri e della gestione a un privato: «È una crisi annunciata che arriva prima del previsto commenta Bianca Montrasio del resto non si può fare di un monumento uno spezzatino dove ciascuno pensa al proprio business».