INTERVISTA Il ministro: puntare sui cervelli meridionali per un'economia della conoscenze Stanca: rinnovazione tecnologica per sfruttarlo al meglio. II turismo è il petrolio del Mezzogiorno e l'innovazione tecnologica l'additivo per far correre la macchina meridionale. Parola di ministro! è il ministro è Lucio Stanca, responsabile del dicastero per l'Innovazione tecnologica. Le tecnologie moderne sono strategiche per lo sviluppo, ma le imprese lamentano ancora differenze sostanziali tra le infrastnitture immateriali del Sud e quelle del Nord, basta guardare i tempi di connessione alla rete internet. «Noi abbiamu varato l'innovazione di destinare i fondi Cipe non solo a infrastnitture materia li, ai classici capitoli di spesa del passato, ma anche alla ricerca e all'innovazione. Sarebbe davvero un errore se, qualunque sia il governo futuro, questa politica venisse interrotta. Da meridionale insisto nel dire che le due grandi opportunità del Mezzogiorno sono: far leva sulla moderna economia basata sulla conoscenza e l'in-nuvazione tecnologica; puntare sullo straordinario potenziale del turismo che, finora, è stato sfruttato poco e anche male. Insomma, è inutile rincorrere la vecchia economia fatta con i ca pannoni, perché i capannoni nuovi non si fanno in Italia ma in quei paesi dove produrre costa meno. Il sud deve essere capace, soprattuitto una regione cusì dinamica come dimostra di essere la Puglia, di inseguire l'economia moderna». Turismo inteso nel senso più ampio, cioè non solo fruizione delle bellezze naturali, ma anche servizi, sistemi telematici efficienti, trasporti che funzionano, etc... «Non bisogna puntare solo sullo straniero di turno che fa una settimana in Salento o sul Gargano, ma turismo pieno e completo di tutti i servizi, compreso il turismo residenziale, delle se conde case. Il turista non è solo il campeggiatore o chi viene a fermarsi per pochi giorni, ma anche tutto quello che ruota intorno ai raduni, ai congressi. Le possibilità sono quindi enormi, basta vedere la posizione geografica della Puglia, il clima, la storia, le bellezze artistiche e naturali, n turismo è il petrolio italiano: quello che nessun paese a) mondo ci potrà mai copiare. Dobbiamo essere più bravi a sfruttarlo, con una logica industriale. Basta con il turismo casereccio, fatto male, di rapina. E in questo è fondamentale sfruttare i cervelli, perché ce ne sono e molto qualificati. Bisogna puntare sempre più sulla e conomia basata sulla conoscenza per produrre innovazione tecnologica e usarla». Per la Puglia il totale dei fondi per i vari interventi di innovazione tecnologica è di oltre 88 milioni di euro, una quantità notevole, ma spesso al fondi assegnati non corrisponde poi una reale capacità di spesa. «Abbiamo anche un monitoraggio sulla capacità di spesa, oltretutto per i meccanismi dei fondi Cipe, se non si spendono i soldi si perdono. Stiamo collaborando attivamente con la regione Puglia, che non è in una situazione critica, ma la guardia non va mai abbassata, se no si rischia dopo tanto sforzo di perdere queste risorse». Insomma, i fondi ci sono bisogna spenderli, e anche bene. «Questa è la prima volta che un governo della Repubblica italiana utilizza i fondi per le aree obiettivo 1 per l'innovazione tecnologica, per la società dell'informazione, n messaggio politico è chiaro: per la crescita delle aree meno sviluppate il governo ha ritenuto che l'innovazione tecnologica sia uno strumento fondamentale. Sul settore dell'innovazione tecnologica di chiacchiere in Italia se ne fanno tante, questo governo si è mosso coerentemente. Se consideriamo tutti gli Accordi di Programma Quadro e gli interventi fatti per quanto riguarda l'e-commerce arriviamo a fondi per oltre 1 miliardo di euro». Si dice che gli italiani siano pigri nei rapporto con la tecnologia. «Questo è un altro stereotipo che dobbiamo cancellare perché il rapporto degli italiani con la tecnologia è enormemente migliorato e non solo per merito del governo, noi abbiamo concorso a questo con alcuni programmi e iniziative. Certa mente per quanto riguarda le tecnologie digitali se non siamo campioni del mondo poco ci manca, soprattutto per la telefonia mobile. Oltre il 60 delle famiglie italiane ha almeno un personal computer, ben al di sopra della media europea dell'Ile a 15. Abbiamo tra i 23 e i 25 milioni di utenti internet (dopo Germania e Gran Bretagna). Gli italiani hanno cambiato il mix della loro spesa, dei loro consumi, dando molto più peso alle tecnologie moderne rispetto ad altri consumi più tradizionali, che ha ridotto. Attenti alle conclusioni affettate, il processo è avviato e procede a grande velocità».