La scritta Allah Akbar («Allah è grande») tracciata sabato notte sulla statua di San Petronio è stata cancellata ieri mattina. Alle 10.30 le restauratrici dello studio Analisi hanno iniziato a cancellare il graffito, vergato con spray bianco, che tante polemiche ha sollevato. Sull'episodio la Procura ha aperto un fascicolo per danneggiamento aggravato su beni di interesse artistico, le indagini sono state delegate alla Digos che ha acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza pubbliche e private di piazza di Porta Ravegnana. Si cercherà di risalire all'autore o agli autori della scritta, anche se potrebbe non essere semplice, vista l'ora tarda, disporre di immagini utili. Subito dopo l'apparizione della scritta, l'Arcidiocesi ha condannato «fermamente l'atto di chi ha imbrattato con una scritta provocatoria il piedistallo della statua di San Petronio, simbolo civile e religioso della Città. Usare il nome di Dio per offendere gli altri è una bestemmia». «Alle autorità preposte hanno detto fonti dell'Arcidiocesi il compito di individuare i responsabili. A tutti i cittadini chiediamo di non cedere a logiche di contrapposizione». Non meno nette le parole del sindaco Merola: «Mi auguro sia solo una bravata di qualche sciocco. Bologna ha dimostrato di essere una città dove diverse culture e religioni da secoli convivono e sanno dialogare, gesti simili non possono trovare cittadinanza». Sulla vicenda è intervenuta Valentina Colombo, docente di Storia dei Paesi islamici all'Università Europea di Roma, già professoressa di Islamistica dell'Alma Mater. «Quella scritta non è stata fatta da un musulmano, sicuramente non da un arabofono. Un vero musulmano l'avrebbe scritta in arabo. Forse una bravata».
Bologna. Sfregio a San Petronio, subito cancellata la scritta. Acquisiti i filmati
Sabato notte, sulla statua di San Petronio a Bologna, è stata tracciata la scritta "Allah Akbar" (Allah è grande) con spray bianco. Ieri mattina, le restauratrici hanno cancellato il graffito. La Procura ha aperto un fascicolo per danneggiamento aggravato su beni di interesse artistico. La Digos sta indagando e si cerca di risalire all'autore o agli autori della scritta. L'Arcidiocesi ha condannato l'atto e ha chiesto ai cittadini di non cedere a logiche di contrapposizione. Il sindaco Merola ha detto che spera che sia solo una bravata di qualche sciocco.
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