L'iniziativa (gratuita) degli «Angeli del Bello». Il parroco: tutta la comunità ringrazia VERONA. Il più entusiasta è don Corrado. Sotto il sole ammira l'instancabile movimento di quel piccolo esercito di volontari in gilet arancione che continua ad armeggiare senza sosta sulle pareti esterne della «sua» chiesa con pennelli, spazzole e compressore. Sono i volontari dell'associazione Angeli del Bello, impegnati da ieri a ripulire la chiesa romanica di Santo Stefano dai ricordi lasciati dai writers con spray e vernice. «Verrebbe da citare il Vangelo con il classico "perdona loro perché non sanno quel che fanno" - commenta il parroco don Corrado Ginami -. Queste scritte vandaliche sono purtroppo il frutto dell'ignoranza e tutta la comunità parrocchiale ringrazia queste persone che hanno deciso di darci una grande mano». E di risparmiare un bel po' di quattrini. Perché il primo preventivo richiesto per l'opera di pulizia concordata con la Curia e la Soprintendenza, sfiorava i tremila euro. Questo piccolo «gioiellino» a pochi passi da Ponte Pietra, tornerà invece a splendere gratuitamente. Il tutto grazie a una delle prime iniziative dell'associazione nata ufficialmente a febbraio con l'obiettivo dichiarato di «operare per il decoro e la bellezza della nostra città». A creare il contatto tra volontari e parrocchia, è stata Elena: «Vivo qui vicino, sapevo che la chiesa aveva bisogno di un restauro e ho pensato di coinvolgere gli amici dell'associazione». Anche lei a spargere diluente sulle vecchie scritte e a grattare con le spatole, sotto la supervisione dei restauratori Claudio Montolli e Anna Volpe. «Ogni intervento è stato studiato in base al materiale delle pareti da ripulire: si va dal mattone all'intonaco, passando da tracce lapidee» spiega l'architetto Aldo Allegretto. Ma l'associazione pensa già in grande: «Vorremmo creare squadre specializzate in diversi interventi di recupero: dai murales al verde - spiega il direttore Paolo Zattoni insieme a Silvia De Mase -. Vorremmo intervenire sul parco delle Colombare per farlo risplendere e lanciare l'idea di un gemellaggio con i parchi più importanti delle altre città del mondo».