Le due linee di An Obiettivo 10 per Eni, Enel e Finmeccanica ROMA «È assolutamente necessario accelerare sulle privatizzazioni, sia nel Dpef, sia nell'ultima manovra economica di questa legislatura». Adolfo Urso, viceministro delle Attività Produttive, sulle privatizzazioni chiede una politica più aggressiva rispetto ai vertici del suo partito, Alleanza nazionale. «Le privatizzazioni non devono essere uno spauracchio, ma una bandiera per An». «Si deve e si può privatizzare di più. Non solo per fare cassa, obiettivo che comunque non va disprezzato, perché fare cassa significa ridurre la montagna del debito pubblico, in modo da rispettare i vincoli europei e poter fare nel contempo una politica di sviluppo», dice Urso. «L'altro effetto positivo è che la politica delle privatizzazioni è uno degli aspetti fondamentali di una buona politica liberale, un elemento essenziale di un Governo di centro-destra. Privatizzando di più e meglio si può far crescere la concorrenza, migliorare la qualità dei servizi e ridurre i prezzi». «Enel è andata meglio di quanto pensassimo. Il mercato azionario adesso è in crescita, costante e graduale. Bisogna cogliere questo momento favorevole». Urso propone di partire da Eni, Enel e Finmeccanica, i campioni nazionali dell'energia e dell'industria della difesa. «Li metto tutti e tre insieme sia perché in questi gruppi lo Stato, anche attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, possiede circa il 30 del capitale, sia perché gestiscono attività strategiche. La soglia del 30 non è inviolabile. Bisogna definire come si può vendere ancora una quota, studiando le forme tecniche più appropriate affinchè, nella ulteriore riduzione, non diventi più facile una scalata aggressiva di questi gruppi. Una volta ci si proteggeva con la gol-den share, adesso occorrono altri strumenti che i tecnici conoscono, ad esempio frazionando al massimo la presenza azionaria. Tanti proprietari, meglio tutti proprietari». Urso non precisa la quota ancora cedibile, ma ipotizza un ordine intorno al 10 del capitale. Questo genererebbe 8,8 miliardi per l'Eni, 4,3 per l'Enel, 600 milioni per Finmeccanica. 11 Dpef prevede dismissioni per 15 miliardi di euro quest'anno e 45 nel quadriennio. Urso inserisce nel programma di dismissioni anche Poste, Alitalia, Rai e municipalizzate. «A livello di enti locali negli ultimi anni non si sono fatte dismissioni. Anzi si è allargata la presenza pubblica con la creazione di società di scopo che hanno assunto personale, anche aggirando il divieto del turnover. Gli enti locali dovrebbero privatizzare di più. Il Governo potrebbe dare degli indirizzi, utilizzando come incentivi i trasferimenti opzionali: condizionandoli al buon governo degli enti locali nelle privatizzazioni». Per le Poste «bisogna chiarire prima se i compratori devono farsi carico anche del servizio universale, come avvenuto per il telefoni: in questo caso il valore dell'operazione sarebbe inferiore. Se invece si vuole cedere solo il Bancoposta, che vale di più, bisogna essere consapevoli che resterebbe allo Stato l'onere del servizio universale». Per Alitalia «la privatizzazione si può fare nel quadro di un'alleanza strategica. Penso dice Urso con Air France e, in via aggiuntiva, altre compagnie complementari, come Emirates o Qatar». Per la Rai «il problema è il governo societario: le regole per le nomine dei vertici non hanno dato un buon esempio ai fini della privatizzazione, è stata paralizzata la possibilità di nominare i vertici». Infine il capitolo Anas e il «demanio stradale». Va affrontato come per le Poste, «chiarendo che c'è un ramo produttivo e molto più ampia è la rete non remunerativa di funzione prevalentemente sociale. Credo comunque che la gestione autostradale sia un esempio positivo. Bisogna riflettere su come estendere questo modello».
Urso: bisogna privatizzare di più
Il viceministro delle Attività Produttive, Adolfo Urso, chiede una politica più aggressiva sulle privatizzazioni, sia nel Dpef che nell'ultima manovra economica. Urso sostiene che le privatizzazioni non devono essere uno spauracchio, ma una bandiera per l'Alleanza nazionale. Propone di partire da Eni, Enel e Finmeccanica, i campioni nazionali dell'energia e dell'industria della difesa, e di studiare le forme tecniche più appropriate per vendere quote azionarie. Urso ipotizza un ordine intorno al 10 del capitale per cedere, che genererebbe 8,8 miliardi per l'Eni, 4,3 per l'Enel e 600 milioni per Finmeccanica.
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