«La dicotomia tra pubblico e privato nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale si sta sempre più attenuando, come registra efficacemente il rapporto Io sono cultura 2016 della Fondazione Symbola. Ogni tabù al riguardo è ormai superato grazie soprattutto all'Art bonus, che introduce una forte defiscalizzazione per chi investe nel recupero dei beni culturali pubblici». Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini è tra le figure con maggior consapevolezza del valore economico dell'industria culturale. Da anni lavora con la convinzione di essere a capo di «uno dei più importanti ministeri economici d'Italia», e dell'importanza di fare sistema tra tutti gli attori coinvolti. Ministro, l'Art Bonus va proprio nella direzione del fare sistema, dell'avvicinare sempre più cultura e forze economiche e sociali. Il principio ormai è affermato, non appena vi saranno i margini di finanza pubblica potrà essere esteso anche al sostegno del patrimonio culturale privato. Questo ha contribuito a rafforzare la consapevolezza diffusa nel Paese di quanto la cultura contribuisca alla ricchezza economica, sociale e civile dell'Italia. Che bilancio possiamo fare sull'Art bonus? Ci sono numeri? Dal 2014 a oggi l'Art Bonus ha superato i 100 milioni di euro. In particolare, oltre 3,5 milioni dei 100.075.851 euro finora elargiti in favore di progetti di tutela del patrimonio culturale pubblico e in sostegno delle fondazioni liriche e delle realtà dello spettacolo sono frutto di donazioni di persone fisiche, oltre 45,1 milioni provengono da enti e fondazioni bancarie e circa 51,4 milioni provengono dalle imprese. A guidare la classifica delle regioni con le maggiori donazioni si trova la Lombardia, con quasi 33.3 milioni di euro, seguita da Veneto, Piemonte e Emilia-Romagna con rispettivamente 20,3,15,8 e 11,1 milioni di euro. Seguono Toscana, Lazio e Liguria con 9,3,4,7 e 2,2 milioni di euro mentre le restanti regioni raccolgono ciascuna meno di un milione di euro. Recentemente è stato firmato dal Mibact il Patto per la Lettura, l'accordo con le principali reti televisive per dare ai libri più spazio nei palinsesti. Anche questo è un traguardo importante. La televisione può dare un contributo straordinario per incentivare la lettura e in particolare per avvicinare al libro le famiglie che non leggono. Investire sulla lettura non è solo un investimento sul libro, ma complessivamente sulla ricchezza culturale del nostro Paese. Le emittenti televisive lo hanno pienamente compreso, per questo è stato possibile arrivare alla firma del Patto per la Lettura che non è solo un traguardo, ma soprattutto un punto di partenza. Ora sta alle televisioni arricchire i propri palinsesti con programmi, anche generalisti, capaci di far entrare la lettura nelle abitudini delle persone. C'è una sfida che invece ancora non si è vinta: l'aver connesso alla rete e in rete l'immenso patrimonio culturale italiano che continua a soffrire di strategie diversificate e isolate. Dall'inizio di quest'anno il ministero ha messo a disposizione dei20 musei statali autonomi un importante strumento per misurare e rafforzare la presenza digitale. E i dati di questi primi 6 mesi sono importanti: il sistema museale nazionale ha finalmente superato ogni timidezza e sta sperimentando con efficacia strumenti ormai imprescindibili per far conoscere e apprezzare le proprie collezioni e colmare quel divario digitale che li divideva dalle principali istituzioni culturali internazionali. A che punto è la riforma dell'Enit? La riforma sta andando avanti positivamente e proprio in questi giorni il ministero firmerà la convenzione con Enit in cui viene definito il programma triennale di promozione dell'Italia all'estero. Un insieme di interventi che sarà perfettamente coerente con quanto previsto dal Piano strategico del turismo che verrà approvato dal Comitato permanente del turismo a fine luglio. L'Italia come museo diffuso, l'importanza dei "cammini". Quali iniziative sono state fatte equali sono in programma? I cammini sono una opportunità straordinaria per rivalutare zone intere del territorio italiano attraverso un turismo lento, sostenibile e di qualità. Per questo abbiamo proclamato il 2016 Anno nazionale dei cammini. Inoltre, abbiamo varato con l'Anas e l'Agenzia del Demanio il primo bando per assegnare 30 case cantoniere individuate su tutto il territorio nazionale in prossimità di importanti cammini come la via Francigena e il tracciato dell'Appia antica. Anche nel miliardo perla cultura approvato dal Cipe sono compresi importanti finanziamenti ai cammini. Come prosegue la riforma del Mibact? È stato compiuto il secondo passo, con la creazione delle soprintendenze uniche che moltiplicheranno i centri responsabili della tutela sul territorio e il varo del bando internazionale per l'assegnazione della direzione di nuovi 9 musei autonomi, pubblicato sull'Economist e sul sito del ministero. La procedura si concluderà entro l'anno. Dopo lo scorso giovedì, le chiedo un commento sulla Brexit. Dentro ogni dramma c'è una opportunità. Dopo Brexit i leader europei cambino passo e ci portino a una integrazione europea vera, coraggiosa.