Dietrofront del ministero al progetto di Terna: «Impatti drammatici». Martines soddisfatto: «Accolte le criticità segnalate dal Comune» PALMANOVA. E' una bocciatura forte quella del Ministero dei beni e delle attività culturali all'elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia. E una vittoria anche per Palmanova che contro quell'opera, per com'è progettata, si sta battendo. Esprimendosi infatti sulla compatibilità ambientale e recependo il parere della Soprintendenza del Fvg, il documento del Mibac non esita a parlare di un'opera che incide «in modo drammatico nell'ambiente naturale». Insomma, fuori dalle righe, il Mibac fa dietro front rispetto al primo parere espresso (che era positivo) e rimette tutto in discussione. «E' un altro punto a favore dei Comuni nell'annosa e complicata vicenda dell'elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia», commenta il sindaco di Palmanova, Francesco Martines, che assieme ad altri primi cittadini si è opposto in varie sedi alla realizzazione dell'opera con quelle caratteristiche. «Quello che fa ancor più piacere aggiunge è il fatto che, nel parere, siano state accolte tutte le criticità che il Comune di Palmanova aveva evidenziato, anche nell'ultimo pronunciamento sull'opera richiesto dal Mise e votato nel mese di aprile». Martines si riferisce in particolare alla concentrazione di elementi verticali (i piloni collegati dai cavi elettrici) che spezzano l'andamento orizzontale del paesaggio pianeggiante e agricolo, all'alterazione della visione di una geometricamente quasi perfetta pianura contro lo sfondo grandioso del versante delle Alpi Giulie a nord. Per non parlare dell'alterazione della vista che si può godere dalle fortificazioni di Palmanova e verso le fortificazioni, considerata un elemento di grande pregio del bene monumentale candidato a diventare patrimonio dell'umanità riconosciuto dall'Unesco. E in effetti nel documento del Mibac, protocollato il 17 giugno, si parla del bene fortezza, ma anche di altri elementi preziosi quali la chiesetta cinquecentesca di San Giuseppe presso Santo Stefano, il borgo di Persereano e Clauiano, ma anche dei beni paesaggistici costituiti dalla presenza dei corsi d'acqua Torre, Roggia di Palma, Roggia di Udine, Milleacque, Isonzo. «Terna aggiunge il sindaco Francesco Martines non ha mai permesso di far valutare alternative più favorevoli alla tutela del paesaggio quali l'interramento dell'opera o una soluzione mista che utilizzi per il 60 per cento l'attuale linea a 220 mila volt. E il Mibac evidenzia quale elemento negativo proprio l'impossibilità di valutare altre soluzioni, più rispettose per il paesaggio, limitandosi a prendere in considerazione un'unica ipotesi progettuale». Il primo cittadino della città stellata esprime tutta la propria soddisfazione per questo parere e per le argomentazioni in esso contenute. «Questo risultato conclude dimostra quanta attenzione abbiamo avuto e stiamo ancora mostrando nei confronti dei problemi della frazione di Jalmicco, maggiormente colpita dall'opera. I soldi che stiamo spendendo per le cause giudiziarie sono ben investiti. Tale parere cosi forte e chiaro del Ministero ai beni culturali e al paesaggio impegna anche la Regione, i Ministeri competenti e la stessa Terna a ripensare l'opera».