LIVORNO Era il 24 giugno del 2014. Esattamente due anni fa Filippo Nogarin, eletto da pochi giorni sindaco, comparve per la prima volta in un video-messaggio sul blog di Grillo. Per dire cosa? Per marcare il no al nuovo ospedale che l'amministrazione Pd avrebbe voluto costruire a Montenero e per chiedere al governatore della Toscana, Enrico Rossi, di «riversare l'impegno di tutti quei milioni di euro» nella ristrutturazione del presidio sul viale Alfieri. Il punto è che a due anni di distanza, la partita ospedale non si è ancora sbloccata: ci sono state prese di posizione, incontri, tavoli tecnici tra Comune, Regione e Asl per mettere a punto il nuovo progetto, ma di fatto il nuovo accordo di programma che formalizzerebbe - al di là degli annunci e delle intenzioni - l'uscita dal percorso avviato da Cosimi non è stato ancora firmato. Perché? Comune e Regione, che evidentemente non la pensano allo stesso modo, oggi si accusano a vicenda. Ad accendere la miccia su Fb è stato due giorni fa Nogarin. Prima ha scritto che «da quando ci siamo insediati, il Pd ha cercato in tutti i modi di escluderci dagli organismi politici che orientano le decisioni in materia di beni pubblici» e che mentre «le neonate macroaziende sanitarie sono in fase di consolidamento, al sindaco della città più popolosa della costa è stata negata la presidenza della Conferenza dei sindaci», affidata al primo cittadino di Cecina. Poi ha affondato: «La partita che da Firenze devono sbloccare al più presto è quella della ristrutturazione dell'ospedale di viale Alfieri». «Il nostro progetto, redatto insieme all'Asl - è l'accusa di Nogarin - è sul tavolo dell'assessore Saccardi ormai da mesi. Ora tocca alla Regione convocarci per siglare insieme il nuovo accordo di programma e avviare una volta per tutte i lavori di riqualificazione dell'ospedale. Non è più possibile rinviare oltre». Parole simili a quelle dall'assessora Ina Dhimgjini, che tre giorni fa ha scritto all'assessora regionale Stefania Saccardi e ieri ha votato contro il piano di area vasta 2016-2020. «Non attendiamo oltre - dice - la pazienza ha un limite: il Comune ha fatto tutto quello che doveva, ci aspettiamo che entro settembre la Regione approvi il progetto e si arrivi alla firma del nuovo accordo». Ma da Firenze Saccardi non è rimasta a guardare e ieri pomeriggio ha risposto così a Nogarin: «Voglio ricordare al sindaco di Livorno, che dice di essere in attesa della convocazione della Regione per siglare insieme il nuovo accordo di programma per avviare i lavori di riqualificazione, che al momento la Regione è ancora in attesa che le amministrazioni firmatarie del precedente accordo (quello che prevedeva la realizzazione del nuovo presidio in Banditella bassa), e in particolare il Comune di Livorno, trasmettano alla Regione i rispettivi atti amministrativi che dispongono la revoca dell'accordo di programma in questione. Questa revoca è il presupposto per andare avanti col nuovo accordo e avviare le procedure per la ristrutturazione del vecchio ospedale». Ristrutturazione, ha poi chiarito al Tirreno, «di cui la Regione prende solo atto: è il Comune a volerla, è il Comune ad aver cambiato idea (con il cambio di colore politico, ndr), per noi un progetto c'era già». Ed era quello del nuovo ospedale. Nella nota inviata ieri, l'assessora fa comunque sapere che la Regione, «nonostante questo ritardo del Comune», sta andando avanti con le procedure: «Abbiamo avviato un tavolo tecnico e il 31 maggio c'è stato un incontro con la Soprintendenza, che non si è espressa negativamente in merito ai lavori di riqualificazione». Ma evidenzia anche che c'è da «esplicitare il progetto nei dettagli, tenendo ben presente la difficoltà di eseguire lavori consistenti mantenendo l'ospedale in esercizio». Ma il punto è soprattutto un altro: il Comune vorrebbe uscire dal vecchio accordo tutti «insieme» per paura di azioni di responsabilità da parte delle ditte che hanno già partecipato alla gara, la Regione invece «prende atto» e aspetta che sia il Comune a sfilarsi formalmente, oltre che politicamente, dal vecchio percorso. «Voglio infine ricordare al sindaco Nogarin - aggiunge infatti Saccardi - che la gara per l'aggiudicazione della concessione di costruzione e gestione parziale del nuovo ospedale, per un importo a base di gara di circa 191 milioni, è già stata eseguita e conclusa dalla ex Asl 6 il 25 febbraio 2014, seppure ancora non aggiudicata, perché l'aggiudicazione risulta subordinata alla stipula del contratto di permuta tra Asl e Comune che permetterà all'azienda di entrare in possesso del terreno destinato alla nuova area ospedaliera. Pur non prevedendo il bando di gara penali specifiche in caso di mancata aggiudicazione, l'impresa prescelta potrebbe forse avanzare a lungo andare richieste di rimborsi o danni». Frasi che hanno di nuovo scatenato la reazione di Nogarin, che ieri intorno alle 20 ha replicato con parole durissime: «Quello della Regione è un ricatto in piena regola: Saccardi invita il Comune a disdettare unilateralmente l'accordo siglato con Asl e Regione per costruire un nuovo ospedale a Banditella, ben sapendo che così esporrebbe l'amministrazione cittadina a richieste di rimborso. Se avesse davvero rispetto della volontà dei livornesi, dovrebbe convocare tutti i soggetti interessati e procedere prima alla disdetta del vecchio accordo di programma e poi alla stipula di uno nuovo».