La storia dei "no" comincia a Scanzano Jonico (Matera), attraversa tutta l'Italia e finisce a Bari, sul lungomare Naza-rio Sauro dove ha sede la presidenza della Regione Puglia. La Giunta pugliese ha approvato un progetto di legge che mette nel congelatore i progetti di centrali eoliche. Si realizza così la dimostrazione reale e concreta di quanto sia vera quella che viene chiamata la sindrome di Nimby (sigla di "not in my backyard", non nel mio cortile), cioè l'opposizione totale ad ogni nuova installazione energetica. L'energia nucleare avrà mille vantaggi ma ha anche mille e uno difetti, primo fra tutti la radioattività: così a Scanzano Jonico l'anno scorso una sollevazione ha bloccato la costruzione del deposito di scorie. Se non il nucleare, si faranno centrali a carbone: le contestazioni dei mesi scorsi contro l'Enel a Civitavecchia sono una riproposizione sbiadita e politically cor-rect delle contestazioni avvenute ancora in Puglia, a Brindisi, quindici anni fa attorno alla centrale Enel di Cerano. Il ritornello dei contestatori: no al carbone, usiamo il metano, più pulito. Proviamo allora con il gas? No, perché a Brindisi è stato bloccato, ancora una volta, il progetto di un terminale della British Gas per importare metano. iL ritornello: difendiamo il territorio, facciamo l'eolico che non inquina. Come insegna il caso di Varese Ligure (La Spezia), comune eco-certificato che guadagna con l'energia a vento. E invece no. Il verbo "nimbizzare" si coniuga anche con l'eolico: in Puglia i "mulini a vento" disturbano la vista. Più dei capannoni e dell'edilizia selvaggia. Così ci teniamo il «no» agli impianti, i prezzi alti dell'energia, la dipendenza dall'estero e i black-out. ------------------------- Approvato un disegno di legge regionale che congela i progetti di nuove centrali La Puglia ferma le pale dell'eolico BARI Alt all'eolico. L'ordine arriva dalla Puglia, dove ieri la Giunta regionale ha approvato lo schema di disegno di legge regionale che sancisce la moratoria per le procedure di valuta-zione d'impatto ambientale e di autorizzazione per gli impianti di energia eolica. La legge regionale dovrà passare in Consiglio per l'approvazione definitiva. Il provvedimento di sospensione colpirà tutte le istanze di istallazione di impianti successive al 30 aprile (fatti salvi gli impianti minori) e durerà fino al 30 giugno 2006, data entro la quale la Regione cercherà di approvare il Piano energetico ambientale regionale. «Stiamo cercando afferma l'assessore all'Ecologia, Michele Losappio(Rifondazione) di riprendere le redini della programmazione energetica regionale. Questo provvedimento è necessario per evitare che di qui all'approvazione ci sia una proliferazione tale di impianti eolici per cui il Piano debba limitarsi solo a prendere atto dell'esistente». Al 15 maggio all'assessorato all'Ecologia risultano, espresse pronunce ambientali favorevoli per 27 impianti eolici (500 "ventilatori" per 780 megawatt), ai quali si aggiungono 21 impianti già installati (230 megawatt). Sono in istruttoria altre 47 istanze (844 turbine per una potenza di 1.424 megawatt). Il no all'eolico rischia di danneggiare i piani di molti Comuni, in particolare del Subappenino dauno, che hanno già iscritto nei bilanci le royalties pagate dalle aziende produttrici di energia o che confidano nello sviluppo del settore per promuovere lo sviluppo delle comunità. Àlberona (mille abitanti nel Foggiano, zona che detiene il primato nazionale: 284,9 megawatt, secondo la Le-gambiente) è uno di questi Comuni «Abbiamo individuato le zone destinate agli impianti afferma il sindaco di Àlberona, Arturo Petti (Forza Italia) e abbiamo evitato il temute sviluppo selvaggio: la legge regionale non ha senso». Ad Alberona, bandiera arancione del Touring, ci sono 6C pale eoliche (36 megawatt) ed è prevista la realizzazione di altre 60 (120 megawatt). Per 30 di quest'ultime, la richiesta d'istallazione è successiva al 30 aprile. «Percorreremmo tutte le vie, legali e politiche afferma Petti per opporci a questo provvedimento che blocca senza motivo lo sviluppo di un settore». In Sardegna una legge regionale ha bloccato tutti i nuovi progetti eolici, anche già autorizzati. Inoltre le centrali eoliche sono in Sardegna oggetto di attentati, come l'incendio che in febbraio a Sedini ha distrutto 6 "ventilatori" che stavano per essere istallati. In Sicilia, una norma regionale limita a soli 106 megawatt la potenza eolica ancora installabile. Anche in Basilicata è in emissione una legge regionale che introdurrà nuovi vincoli. Al contrario, «in Calabria l'eolico si può fare, purché si basi su accordi preventivi con la Regione e vengano rispettate le condizioni di equilibrio e sosteni-bilità ambientale», ha detto l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Diego Tommasi.