ARRIVANO poco alla volta, si radunano all'ombra di un albero, proprio davanti alla Cassa armonica. A pochi metri, coperto dalle transenne del cantiere, c'è l'ascensore per disabili della metro Linea 6. È questo l'oggetto dello scandalo, lo "scempio infinito" che ha sollevato tante proteste. Sono sei tra associazioni ambientaliste e comitati civici (Progetto Napoli, Cittadinanza attiva in difesa di Napoli, Cambiamò, Assoutenti, Comitato Civico Portosalvo, Prima i bambini ed Italia Nostra) scese in piazza per dire no a quel vano in cemento armato, spuntato dentro la Villa. Protestano e intanto preparano ricorso al ministero dei Beni culturali. «La Soprintendenza mette il bavaglio alle associazioni» protestano i comitati, puntando il dito contro il soprintendente Luciano Garella. Intanto c'è chi si sporge dalle mura di recinzione del cantiere ora fermo (sospeso temporaneamente dal Comune) per guardare quel "bunker". C'è qualcuno che chiede una scala per osservarlo da vicino. «Vogliamo che questo scempio sia abbattuto » urlano a turno con il megafono, improvvisando un'assemblea pubblica sotto il sole rovente in una Villa comunale infuocata. «È scandaloso dice l'architetto Isabella Guarini del comitato civico Posillipo - La villa è ormai cementificata, è questa è l'ennesima prova. Non ci hanno mai fatto vedere nulla del progetto, a suo tempo avremmo fatto la guerra». «In questa vicenda non è mai intervenuto il sindaco Luigi de Magistris osserva il professor Francesco Bruno, nipote di Gaetano Bruno, progettista di via Caracciolo - è responsabile perché presiede la commissione edilizia integrata che ha dato i pareri favorevoli all'edificazione del vano ascensore. Il problema è il luogo scelto, sbagliato completamente. È sbagliata anche la posizione che non consente ai cancelli di aprirsi». «Perché non si pensato ad un ascensore che non emerge in superficie, come succede a via Cesario Console?» si chiede Raffaele Aragona del comitato Quiete pubblica di Chiaia. «Si tratta di un intervento errato aggiunge l'architetto Giulio Pane i nostri progetti vengono bocciati dalla Soprintendenza. L'ente pubblico ha una strada privilegiata, ottiene tutti i permessi, il privato invece sta lì ad attendere autorizzazioni che non arrivano mai». «Noi denunciamo quello che non va attacca Antonella Pane di Progetto Napoli-. Se la Soprintendenza assolvesse la funzione di controllo del patrimonio monumentale, le associazioni civiche non avrebbero motivo di intervenire. Lo scopo delle associazioni non è combattere battaglie contro le istituzioni ma salvaguardare la propria città e scendere in campo quando le stesse istituzioni latitano». Chiede il trasferimento del soprintendente Garella invece Guido Donatone di Italia Nostra. «Garella spera di liquidare la denuncia delle associazioni declassandola a polemica spicciola e tenta di ovviare all'imbarazzo di dover dare conto del suo mancato controllo. Se proprio l'incarico pesa può sempre dimettersi», taglia corto Edvige Nastri di Cittadinanza attiva. (tiziana cozzi)
Ascensore in Villa sit-in delle associazioni "Questo scempio deve essere abbattuto"
In piazza, protestano sei associazioni ambientaliste e comitati civici contro l'edificazione di un ascensore per disabili nella Villa Comunale di Napoli. L'opposizione si rivolge al soprintendente Luciano Garella, che è stato criticato per non aver controllato il progetto. Le associazioni chiedono il trasferimento del soprintendente e il crollo dell'ascensore. L'opposizione sostiene che il luogo scelto è sbagliato e che il progetto non è stato adeguatamente discusso. Il sindaco Luigi de Magistris non ha intervento nella vicenda. Le associazioni chiedono un controllo più efficace del patrimonio monumentale e il trasferimento del soprintendente Garella.
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