II museo regionale di Messina possiede 780 quadri appena restaurati che restano in magazzino per carenza di personale. Per lo stesso motivo non vengono aperte al pubblico le aree archeologiche di Megara Iblea e Tapsos. Il personale ci sarebbe se solo la Regione sbloccasse i due concorsi, da 797 e 267 posti, che fermentano da cinque anni in attesa della selezioni definitive. «PER questi concorsi ho preso l'ulcera», racconta l'ex assessore ai Beni culturali Fabio Granata. Di certo, quando ha saputo che il Consiglio comunale di Modica aveva chiesto lumi al presidente della Regione Salvatore Cuffaro sul fatto che il sessanta per cento dei selezioni alla qualifica di operatore tecnico sono di Siracusa, proprio come Granata, l'ex assessore è andato su tutte le furie e subito ha replicato. «Sono totalmente estraneo a questa storia dice per tante ragioni. La prima, la più importante, è che per coprire quei 267 posti da operatore tecnico avevo chiesto di utilizzare gli ex catalogatori che hanno una qualifica adeguata a questa necessità e hanno maturato un'importante esperienza professionale alla Regione». Ma quella proposta non è andata a buon fine. «Il mio successore (Alessandro Pagano, ndr) non ha voluto ascoltarmi. Così, aprendo Ubando praticamente a tutti i siciliani e non richiedendo una qualificata esperienza nel settore, inevita-bilmente le domande sono state decine di migliaia. Da qui la paralisi dell'Ufficio regionale del lavoro, che gestisce questo concorso. I problemi nell'effettuare le selezioni sono sotto gli occhi di tutti. Non so nulla dei siracusani in graduatoria. Ma se Giovanni Rosa (il consigliere comunale di Modica che ha sollevato il caso, ndr) sospetta queste cose, probabilmente è perché le fa. Io invece non le penso, non le faccio e mi riservo ogni azione contro di lui a tutela della mia immagine e della mia onorabilità». Ma al di là della replica ai sospetti piovuti sulla sua testa, Granata riconosce che i due concorsi da oltre mille posti complessivi sono nati male e cresciuti peggio: «Esiste un problema e norme legato al numero delle domande afferma l'ex assessore ai Beni culturali Sicuramente sono troppo pochi i funzionari distaccati all'esame delle documentazioni presentate dai cittadini che hanno aderito al bando. Ma tutto dipende, come vuole la legge, dalla burocrazia regionale e non dalla politica. A calci e pugni sono riuscito a fare definire almeno le graduatorie per i posti destinati ai laureati. Il resto è rimasto bloccato e procede con ritmi sudamericani». Un rimprovero, Granata, lo riserva anche a sé: «Forse sarei dovuto essere più risoluto»,ma poi aggiunge: «Ho dovuto dimenarmi tra mille emergenze, però siamo riusciti a ottenere risultati importanti, siamo riusciti ad aprire parchi archeologici, musei e dodici teatri minori». Tutte strutture che chissà quando (e chissà se) avranno il personale necessario. «Abbiamo ricevuto tonnellate di domande, saranno almeno duecentomila afferma Antonino Lumia, direttore generale dell'assessorato ai Beni culturali da tempo ho chiesto, invano, all'Agenzia per l'impiego di assegnarci una quarantina di lsu perché molte domande ancora non sono state nemmeno protocollate. Ma Se vogliamo andare più a fondo allora inevitabilmente dobbiamo tirare in ballo la dislocazione del personale di tutto l'ente Regione che evidentemente dovrebbe essere rivista». Partendo dall'elaborazione del bando, questo concorso ai Beni culturali di anni ne ha addirittura sette. «L'ho visto nascere aggiunge Lumia e sono il primo a volere che si concluda al più presto». In attesa che questo avvenga, musei e siti archeologici restano chiusi, altri lavorano con orari ridotti, altri ancora stanno in piedi grazie al personale dipendente che accumula ore di straordinario retribuito e ai disoccupati accolti dalla Regione e riutilizzati dalla società mista Arte e vita.
sicilia: Il concorso affondato dai burocrati - Quadri dimenticati e siti chiusi tutte le vittime del concorso lumaca
Il museo regionale di Messina ha 780 quadri restaurati in magazzino a causa della carenza di personale. Le aree archeologiche di Megara Iblea e Tapsos non vengono aperte al pubblico per lo stesso motivo. Il personale è limitato a causa di due concorsi, da 797 e 267 posti, che sono stati fermati da cinque anni. L'ex assessore ai Beni culturali Fabio Granata sostiene che la Regione non ha sbloccato i concorsi e che ciò ha causato la paralisi dell'Ufficio regionale del lavoro. Granata afferma di aver chiesto di utilizzare gli ex catalogatori per coprire i posti, ma la sua proposta non è stata accettata.
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