Monete e collane emergono a Porta Ercolano tra gli scheletri dei fuggiaschi Monete d'oro e gioielli. In pratica i preziosi che gli sciacalli dimenticarono di strappare ai cadaveri dei fuggiaschi di Pompei nelle settimane successive all'eruzione. I nuovi scavi nella necropoli di Porta Ercolano ci danno non solo la possibilità di acquisire oggetti antichi ma riprendono quel racconto da mille e una notte che è stata la catastrofe del 79 dopo Cristo. Ecco allora che a un anno di distanza dalla scoperta in quell'area di una tomba di età sannitica, gli archeologi esultano ancora: è stata ritrovata un'altra tomba, a cassa in lastre di calcare del IV secolo a.C., con almeno sei vasi a vernice nera. All'interno lo scheletro di un adulto depositato sul dorso, col corredo funerario deposto ai lati del corpo, al livello delle braccia e dei piedi. Si ipotizza possa trattarsi di un individuo di sesso maschile. E veniamo ai fuggiaschi. Negli ambienti di botteghe poco distanti dalla necropoli sono spuntati tre aurei, datati tra il 74 e il 77 d.C., e un fiore in foglia d'oro, probabilmente un pendente di collana. Erano tra le ossa dei poveri pompeiani in cerca di salvezza, mescolate alla rinfusa dopo i saccheggi dei fossores , ossia gli scavatori clandestini che placatasi l'ira del Vesuvio si avventurarono nella città alla ricerca di tesori sepolti sotto la cenere. E infine, è stato rinvenuto anche un forno verticale al quale si accede tramite alcuni scalini, che rappresenta per ora un unicum a Pompei. Veniva usato per la fabbricazione di oggetti in bronzo. Insomma, un «bottino» archeologico degno di nota, che porta la firma della Soprintendenza Pompei con l'Ecole française de Rome, le Centre Jean Bérard e il Cnrs. Il team sta conducendo un progetto di ricerca nella zona della necropoli di Porta Ercolano con l'obiettivo di studiare le trasformazioni di un'area commerciale fuori le mura di Pompei. Per la città degli Scavi è un periodo di grande effervescenza. Alle diverse scoperte archeologiche degli ultimi anni si aggiunge la new wave turistica. Un rinnovato interesse in Italia e all'estero dopo l'infausta stagione dei crolli e delle inchieste, alimentato ultimamente dalle aperture di nuove Domus (undici tra dicembre e marzo), dalla spettacolare mostra dei giganti di Mitoraj ammirati dal presidente Mattarella e dai concertissimi (David Gilmour il 7 luglio ed Elton John cinque giorni dopo). La campagna di scavo è iniziata il 16 maggio con le due botteghe. Durante le attività sono emersi quattro scheletri di pompeiani intrappolati nel retrobottega al momento dell'eruzione. La scoperta più sorprendente è che le mura della bottega nella quale avevano cercato riparo era stata interessata dal passaggio di fossores . Anche l'altra stanza a fianco è stata «visitata» da scavatori clandestini attirati forse da un tubo di piombo, materiale di cui erano alla ricerca, che alimentava una fontana nel portico antistante. Le ricerche continueranno nelle prossime settimane. I lavori sono svolti su concessione del Mibact (il referente è Annalisa Capurso) e rientrano in un progetto più ampio diretto da Sandra Zanella dell'Università Paris I, Collège de France, Laëtitia Cavassa (Centre Camille Jullian, Aix Marseille Univ, Cnrs), Nicolas Laubry (Università Paris-Est CréteilCrhec) e Nicolas Monteix (Università di Rouen) su «Organizzazione, gestione e trasformazione di una zona suburbana».