Sul punto si erano espresse voci autorevoli: lo storico camuno Mimmo Franzinelli, i critici d'arte Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi. La domanda aveva diviso gli esperti, alcuni accomunati dalla sensazione che si trattasse solo di una grande operazione mediatica, di marketing territoriale, in un'inchiesta del Corriere che era approdata anche in un sondaggio lanciato nella sezione di Brescia di Corriere.it (brescia.corriere.it). La passerella di Christo che ha portato il lago di Iseo sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo è un'opera d'arte o, più semplicemente, un grande evento come lo è stato, lo scorso anno, Expo a Milano? A giudicare dalla tipologia di pubblico che affolla in questi giorni la passerella dell'artista bulgaro sembra più di stare al cospetto di una nuova Expo, di un evento eccezionale che grazie al fatto di essere effimero per definizione va consumato con una voracità da fast food più che gustato con la tranquillità del ristorante stellato, nel silenzio meditativo di una galleria d'arte accanto ad un pubblico selezionato e competenze. Certo è che il colpo d'occhio è suggestivo, la performance artistica, per originalità e proporzioni, rappresenta uno degli sforzi più interessanti in quella corrente artistica che prende il nome di land art e alla quale Christo si ispira. Il dibattito è aperto (anche con gli interventi che proponiamo qui sotto) e la gente vi partecipa attivamente. Dal sondaggio proposto dal Corriere e al quale hanno partecipato fino ad ora quasi 600 utenti , il pubblico appare diviso: per il 53 percento la passerella di Sulzano va considerata come un grande evento, un momento di festa collettiva irripetibile, nel quale è importante marcare la propria presenza. Per il 47 percento, invece, si tratta di una vera e propria opera d'arte. Altro che «baracconata» (Daverio dixit) o «passerella che porta nel nulla» (secondo la definizione data da Vittorio Sgarbi). Il dibattito è aperto: c'è ancora tempo per esprimere la propria opinione su uno degli appuntamenti più discussi e attesi del 2016.