Zanardi Landi: cinque mesi di lavoro, 25 opere uniche «Avevamo chiesto 25 pezzi, senza la concreta speranza di ottenerne così tanti in realtà, e invece a conferma che il linguaggio dell'arte e della cultura è sempre un forte motore delle relazioni diplomatiche, Teheran ci ha concesso tutti e 25 i capolavori d'arte antica che da sabato si vedranno in mostra», racconta l'ambasciatore Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia (ed ex consigliere diplomatico del presidente Napolitano al Quirinale) che al progetto di Leoni e Tori dall'antica Persia ad Aquileia , dal 25 giugno al 30 settembre 2016 al Museo nazionale archeologico di Aquileia, ha lavorato intensamente in questi ultimi cinque mesi. «Un tempo brevissimo, quasi impossibile per qualsiasi evento artistico, tant'è che l'allestimento è stato ultimato poche ore fa. E anche questo è un motivo di soddisfazione». Il primo contatto con Teheran risale infatti al febbraio scorso, «è stata il presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Deborah Serracchiani, durante la sua visita in Iran, ad avviare la trattativa per la realizzazione della mostra», spiega Zanardi Landi. Una rassegna che è il risultato di cinque mesi di lavoro, «complesso, chiaramente, visto che si tratta della prima mostra in Italia di reperti d'arte dell'Iran dopo la firma dell'accordo sul nucleare da parte di Teheran, ma anche agevolato dal desiderio delle autorità iraniane di lavorare sulla loro immagine in Europa continua Zanardi Landi . Il risultato è un'occasione culturale unica perché è vero che nel 2005 al British Museum di Londra ci fu un'importante mostra di oggetti persiani, ma in quel caso si trattata anche di molti pezzi già nelle collezioni del museo sul Tamigi. Mentre tutti i capolavori che il pubblico può ammirare nella mostra Leoni e Tori , provengono dall'Iran. Di più, alcuni pezzi non sono mai usciti dal Paese». Una mostra, quella realizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, il National Museum of Iran e l'Iranian Cultural Heritage Handcrafts and Tourism Organization, che aspira ad accompagnare il rilancio del dialogo e la ripresa d'interesse nei confronti della Repubblica Islamica dell'Iran, un grande partner culturale e, in potenza, politico ed economico. Del resto l'Iran è un Paese nei cui confronti l'interesse dell'Italia è rimasto vivo anche negli anni più difficili e bui, come ha ricordato il ministro ai Beni culturali Dario Franceschini: «Nel secondo Dopoguerra le relazioni tra i due Paesi si rafforzarono, permettendo così ad alcuni tra i più importanti archeologi italiani di effettuare scavi di notevole importanza». In termini organizzativi la sfida è stata anche quella di tutelare, al meglio, un così vasto patrimonio di arte achemenide e sasanide, con pezzi importantissimi provenienti dal Museo archeologico nazionale di Teheran e da quello di Persepoli. «Confesso poi che la ricchezza di pezzi in mostra, ha fatto lievitare anche i costi organizzativi e, soprattutto, di sicurezza con la necessità di una vigilanza costante aggiunge Zanardi Landi . Non sarebbe quindi stato fattibile questo progetto, senza la collaborazione di molte realtà imprenditoriali sul territorio». Si è già ipotizzato come Aquileia «restituirà», in termini artistici, a Teheran, l'opportunità di questa mostra? «Per adesso ci è stato chiesto un aiuto per la mostra che l'Iran conta di organizzare il prossimo anno a Teheran, sul dio Mitra», anticipa Zanardi Landi. Che, intanto, con la Fondazione già pensa ai prossimi progetti per rimettere Aquileia sula mappa delle grandi attrattive culturali della Penisola: «Lavoreremo per portare Made in Roma , la grande rassegna di marchi, loghi, firme e simboli di proprietà ed appartenenza nell'antica Roma, oggi nella Capitale ai Mercati di Traiano, anche ad Aquileia, con il progetto espositivo Made in Roma and in Aquileia ».