IL METODO del confronto che si sta sviluppando su alcune complesse questioni urbanistiche della città di Bari trova pieno consenso in coloro che vedrebbero volentieri affidate al dialogo e al buonsenso la soluzione di tematiche così importanti. E un altro importante dialogo è stato positivamente avviato alcuni mesi fa dal Comune di Bari con i costruttori di Punta Perotti. A oggi la giustizia penale, civile ed amministrativa, nelle sue numerose determinazioni sulla vicenda, non è riuscita a chiudere definitivamente la partita che, al contrario, potrebbe trovare nelle azioni di risarcimento nuovi ed ulteriori fronti di disputa. Per questo motivo appare sempre più pressante lo sviluppo e la concretizzazione in tempi brevi del dialogo tra le parti in causa, nell'ambito del quale, però, non è stato attribuito il giusto peso alle istanze delle parti più danneggiate in assoluto, cittadini e società che, facendo affidamento sulle legittime concessioni edilizie comunali, posero in essere una serie di atti: alle compravendite dei suoli all'acquisto dei futuri appartamenti non ancora costruiti, a quello dei rustici in fase di completamento. Questi portatori di interessi, ma soprattutto titolari di un diritto, quello alla proprietà -che la Costituzione italiana difende e garantisce-, hanno già avviato azioni di risarcimento nei confronti del Comune di Bari e dei costruttori per circa 40 milioni di euro e, c'è da esserne sicuri, continueranno a dare battaglia nelle aule dei tribunali competenti finché non saranno riconosciute le loro ragioni. In tal senso appare auspicabile che il dialogo avviato vada allargato ad essi e che conduca presto a dei risultati concreti, anche mutuando esperienze maturate all'estero o in Italia dove, in presenza di controversie di estrema complessità in materia urbanistica e ambientale, si sono perfezionati importanti accordi tra pubblico e privati sull'assetto del territorio. Un accordo generale, dunque, potrebbe fare al case di Punta Perotti per orientare ìn modo legittimo e trasparente la vicenda verso una soluzione ragionevole per le parti danneggiate (costruttori e acquirenti degli appartamenti), positiva in termini economici e d'immagine per il Comune, e tutta a vantaggio dei cittadini baresi che hanno il diritto ad un lungomare sud riqualificato senza doverci rimettere quattrini per colpe altrui che si perdono nella notte dei tempi. D'altra parte la strada del dialogo su Punta Perotti era stata già indicata dal sindaco Emiliano nel suo programma elettorale e condivisa dal suo schieramento politico: demolire i manufatti e individuare una soluzione che non penalizzasse le parti danneggiate coinvolte nella diatriba. Aldilà delle considerazioni legali e politiche c'è da considerare che, da una risoluzione in tempi brevi della vicenda Punta Perotti, a trarre giovamento sarebbe l'intero contesto socioeconomico del territorio; una volta avviata la riqualifica del lungomare Perotti la zona potrebbe divenire una delle aree più vive della nostra città con attività ricreative, direzionali e di servizi. In una città che desidera davvero valorizzare le proprie potenzialità di crescita economica ed occupazionale un'opportunità del genere non può più attendere. Presidente comitato scientifico Rialp SpA