Questa volta il ministero della Pubblica Istruzione ha indovinato la traccia del tema. Solo i ragazzi che oggi sono sui banchi e domani saranno cittadini possono fermare lo scempio del territorio, del suolo e del paesaggio. La fine della Bella Italia. Diciamolo: un bel tema. Una volta tanto i burocrati del Ministero della Pubblica Istruzione hanno azzeccato una traccia ai temi per la maturità. Senza enfasi, senza retorica, senza concetti astrusi o da decifrare: Il valore del paesaggio. Un titolo chiaro, secco e semplice. Ma un concetto fondamentale della nostra cittadinanza, dello stare insieme come comunità, del rispetto dei luoghi e della loro anima, che poi è la nostra. L'anima della (ex) Bella Italia. Il valore del paesaggio, come ricorda spesso il professore Salvatore Settis, è scolpito nella nostra Costituzione (articolo 9), e già come tale dovremmo considerarlo una sorta di religione civile. Ma poi il paesaggio, nel senso lato comprende anche i luoghi dell'arte e della storia, è la cifra identitaria dell'Italia. Non saremmo nulla e nessuno senza il Paesaggio, questa volta con la P maiuscola, che abbiamo avuto in eredità e che abbiamo il dovere di curare, conservare, proteggere, valorizzare con la massima delicatezza. Il valore del paesaggio è anche una scommessa, tutta da vincere, al tavolo di quella sostenibilità che non può essere solo un'astratta idea accademica o un marchio di fabbrica per il marketing. No, c'è ben altro in questa sorta di bussola per le nuove generazioni, a partire dai ragazzi che in questi giorni stanno facendo le prove per la maturità. DISTRUZIONE DEL PAESAGGIO IN ITALIA - E l'altro evoca il peggio di quello che abbiamo dato di noi stessi, come italiani, in questi ultimi anni. Il valore del paesaggio, infatti, è inscindibile dal valore del territorio, e l'uno protegge l'altro in una perfetta simbiosi. Noi invece il paesaggio, e il territorio, li stiamo ancora distruggendo con una furia compulsiva che non ha alcuna giustificazione nelle leggi, che pure vanno prese in considerazione, dell'economia. Pensate solo a questo dato, tra i tanti: in appena tre anni abbiamo consumato, e quindi distrutto, una quantità di suolo, e quindi di territorio e di paesaggio, pari alla superficie delle città di Milano, Roma, Bologna e Firenze messe insieme. Uno spreco immenso. Al quale questi ragazzi, oggi sui banchi della maturità ma presto in campo come cittadini a tutto tondo, potranno rimediare. Tocca a loro, e noi intanto gli facciamo i migliori auguri.