Ventitré tralicci e 44 box in ferro trasmettono abusivamente L'ordine di abbattimento risale a tredici anni fa. Ora il tribunale regionale dà l'ok DA lungo tempo la Rai utilizza ripetitori abusivi per trasmettere il segnale radiofonico di Stato. E da ben 13 anni ignora un'ordinanza di demolizione di quelle antenne. A bacchettare Rai Way spa, la società che si occupa della rete di diffusione del segnale radiotelevisivo e della gestione e manutenzione degli impianti utilizzati a tal fine, è ora il Tar del Lazio, che ha dato il via libera all'ordine di abbattimento imposto per quei manufatti dal sindaco del Comune di Rocca di Papa, piccolo centro nel cuore dei Castelli Romani, dove lo scorso anno si spense la diva Anita Ekberg. Sulla cima di Monte Cavo c'è una selva di ripetitori abusivi per radio e tv. Non si contano ormai più le battaglie portate avanti contro "antennopoli" dai cittadini di Rocca di Papa, che a più riprese hanno anche denunciato il forte inquinamento elettromagnetico della zona, tra l'altro parte del Parco regionale dei Castelli Romani, istituito nel 1994. Già 18 anni fa, sempre con un'ordinanza, il sindaco rocchigiano vietò di installare antenne sulla vetta della montagna che domina il centro urbano. Invano. E inutile anche lo stop dato dalla Soprintendenza archeologica, che ha definito incompatibili con quell'area tutte le postazioni esistenti. I tentativi di rimuovere i tralicci sono stati tanti, ma i ripetitori sono ancora lì, compresi appunto quelli della tv di Stato. A imporre alla Rai di abbattere quegli abusi è stato, nell'ormai lontano 2003, l'allora primo cittadino, poi consigliere regionale del Pd, Carlo Umberto Ponzo. Facendo subito ricorso, Rai Way è però riuscita a bloccare fino ad oggi l'ordinanza. Il Comune è stato categorico: 23 tralicci metallici e 44 box in ferro e muratura, utilizzati dalla spa per trasmettere il segnale radiofonico, sono abusivi e sono stati realizzati in un'area dove vi è il vincolo di inedificabilità assoluta, oltre ai vincoli idrogeologico, forestale, storico- monumentale e paesaggistico. La Rai ha provato a giustificarsi sostenendo che non è proprietaria dei tralicci, ma li ha solo in affitto, che quei ripetitori, con cui trasmette Gr Parlamento e Isoradio, sono opere di urbanizzazione primaria e che comunque sono necessari per un servizio di pubblica utilità. Spiegazioni respinte dal Tar, che ha specificato come, trattandosi della radio di Stato e non di una delle tante emittenti private che sfruttano Monte Cavo, la spa ha "maggiori responsabilità" e "nella gestione del servizio è obbligata alla maggiore diligenza esigibile sotto il profilo dell'obbligo di installare le attrezzature in siti urbanisticamente compatibili". Rigettato il ricorso, ritenendolo infondato, i giudici amministrativi hanno concesso solo un po' di tempo alla Rai per spostare i ripetitori in un'area idonea e autorizzata. Un'operazione da compiere comunque nell'arco di sei mesi, per cui la società dovrà ora relazionarsi con il neo sindaco di Rocca di Papa, il civico Emanuele Cristini.