Sostiene Flavio Caroli, ordinario di Storia dell'arte moderna all'università di Milano e prolifico autore di libri, che la ricetta per combattere il mercato dell'arte contraffatta ci sarebbe, ma che in realtà non è attuabile. Per Caroli l'ideale sarebbe avere un soggetto pubblico, come lo stesso ministero per i Beni Culturali, che si occupasse della certificazione delle opere. Ma, vista la mole di autori d'arte contemporanea, l'impresa appare impossibile. Professore, dobbiamo rassegnarci al fatto che viviamo nell'epoca della contraffazione? «Oggi gli strumenti tecnici per realizzare un falso sono molto più numerosi dì una volta, senza contare che falsificare un contemporaneo è di per sé più semplice. Ma la contraffazione d'arte è sempre esistita. Vuole sapere il nome di un famoso falsario del passato?» Prego. «Si chiamava Michelangelo». Quel Michelangelo? «Michelangelo Buonarroti. Una volta fece una scultura finto romana, così ben confezionata che fu considerata autentica. Solo quando l'opera era già stata immessa sul mercato fu svelata la burla. Anche il Bernini realizzò una statua finto romana. Trucco riuscito, pure in questo caso». Come ci si difende oggi dai falsi? «Ci vuole molta oculatezza. E molta esperienza. Perché per quel che riguarda l'arte contemporanea i rischi sono elevatissimi». Aparte le soluzioni ideali, ce n'è qualcuna più realistica? «Faccio un esempio: per autori come Morandi, Fontana o Burri esistono cataloghi, realizzati con il supporto di autorevoli comitati scientifici, in cui tutta la loro opera è schedata. In questi casi è praticamente impossibile incappare in un falso: se l'opera è nel catalogo è certamente autentica. Altri casi abbastanza sicuri sono quelli in cui è possibile risalire a tutto il percorso (per esempio le collezioni di provenienza) compiuto dall'opera prima dell'acquisto. E laddove non esiste un catalogo ufficiale? «I rischi, ripeto, sono elevatissimi». Che fare in questo caso? «Se non si è esperti, meglio non acquistare».
Non è facile smascherare chi specula sugli autori
Flavio Caroli, ordinario di Storia dell'arte moderna all'università di Milano, sostiene che la ricetta per combattere il mercato dell'arte contraffatta non è attuabile. Secondo lui, l'ideale sarebbe avere un soggetto pubblico, come il ministero per i Beni Culturali, che si occupasse della certificazione delle opere. Tuttavia, vista la mole di autori d'arte contemporanea, l'impresa appare impossibile. Caroli riconosce che la contraffazione d'arte è sempre esistita, anche nel passato. Un famoso falsario del passato era Michelangelo Buonarroti, che creò una scultura finta romana che fu considerata autentica fino a quando non fu svelata.
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