Via libera dal Comune alla concessione trentennale a quattro imprese livornesi Venti mesi di lavori, la palazzina liberty verrà ampliata con due strutture in vetro LIVORNO. Habemus convenzione, finalmente. E tra due anni avremo anche lo chalet. Dopo infiniti annunci e rinvii (dai tempi della precedente giunta) stavolta ci siamo: la scorsa settimana il dirigente dell'ufficio patrimonio del Comune Alessandro Parlanti ha dato il via libera alla stipula della firma tra l'amministrazione comunale e la società Chalet Srl. E' il passaggio fondamentale, perché da quel momento - in realtà da quando arriverà l'ok del Comune al progetto esecutivo - scatteranno i trent'anni di concessione della storica palazzina in stile liberty all'associazione temporanea di imprese formata da Programma costruzioni srl, Pasticceria Labronica, Sergio Cristiani e società Ginnastica livornese Srl. Al di là dei passaggi tecnici - che come dicevamo sono arrivati quasi al traguardo - la domanda che i livornesi si fanno da anni è relativa ai tempi: quando partiranno i lavori e quando si potrà tornare a gustarsi una cioccolata calda o una colazione seduti ad un tavolo dello chalet, nel cuore della Rotonda? Nel cronoprogramma aggiornato dalla società e allegato alla determina di Parlanti si confermano i venti mesi di cantiere, comprensivi del restauro e ristrutturazione dei sessanta metri quadri storici della palazzina e dell'ampliamento della struttura di 200-240 metri con una struttura leggera fatta di grandi vetrate, ma anche delle urbanizzazioni del parco. Ma le ruspe non partiranno subito: prima infatti dovrà arrivare l'approvazione del progetto esecutivo da parte dell'amministrazione. Da quel momento l'immobile verrà consegnato all'Ati e verrà installato il cantiere. Facendo due calcoli approssimativi, se a settembre partiranno i lavori nell'estate 2018 lo chalet dovrebbe essere pronto e la Rotonda finalmente tornare luogo di aggregazione del lungomare. A quel punto sono previsti collaudo e attestazione di agibilità: nel cronoprogramma presentato in Comune sono stimati fino a 7 mesi ma è presumibile che basterà molto meno. Risultato? Se i lavori non subiranno ritardi - ma la presenza di Programma Costruzioni Srl di Alberto Ricci nell'Ati è una garanzia - tra due anni allo chalet tintinneranno i calici per il brindisi inaugurale. Incrociamo le dita, anche perché il percorso che porterà alla rinascita del locale finora è stato costellato da una serie infinita di stop and go che hanno portato a trasformarsi in odissea la ristrutturazione di un luogo storico sì e profumato di belle epoque, ma pur sempre di un bar di 60 metri quadri di superficie. Basti pensare che è dal 2006 - primo mandato Cosimi - che va avanti il tentativo di riqualificazione, fermatosi in un contenzioso con le due aziende che nel 2008 si erano aggiudicate il primo bando lanciato da Palazzo Civico. Nel frattempo lo chalet era stato invaso dai rifiuti ed era diventato ricovero per i senzatetto, fino alla decisione di demolire tutto l'avancorpo e di transennare la struttura. Cosimi, che aveva promesso di ristrutturare lo chalet prima di lasciare Palazzo Civico, era riuscito ad appaltare i lavori e la gestione all'attuale Ati. Il ricorso al Tar dell'altra cordata che si era proposta, aveva rischiato di rimettere tutto in discussione, ma la sentenza ha dato ragione al Comune. Nell'ultimo anno si sono accumulati nuovi rallentamenti con l'integrazione al progetto richiesta dalla Soprintendenza. I lavori sarebbero dovuti partire lo scorso autunno, poi è arrvata una prescrizione della Sovrintendenza e dopo ancora la società che si è aggiudicata la concessione ha deciso di chiedere una consulenza ulteriore per la progettazione dell'ampliamento dello chalet. Ora le carte sembrano davvero terminate. E il via libera alla firma della concessione da parte dell'ufficio patrimonio segna definitivamente la fine del percorso amministrativo e il (quasi) via alle ruspe.