Dopo gli scavi, ieri i reperti rinvenuti in piazza Santa Maria dei Battuti sono stati tutti coperti e protetti. In mattinata il sopralluogo della responsabile territoriale della soprintendenza archeologica Marianna Bressan che ha parlato a lungo con gli archeologi che stanno operando dalla scorsa settimana nel cantiere, e ha visto con i propri occhi i due muretti e la pavimentazione rinvenuta. È confermato che sembra trattarsi di manufatti risalenti a un'epoca compresa tra il Cinquecento e il Settecento, mentre la pavimentazione è più recente e pertanto a Ca' Sugana preoccupa meno. Intanto spetterà proprio al Comune ora incarichare un tecnico esperto di eseguire un'analisi dei rinvenimenti, e poi trasmettere la documentazione alla Soprintendenza a cui spetterà l'ultima parola su come procedere. «Siamo fiduciosi perché intanto i lavori possono proseguire nella zona non interessata», spiega l'assessore ai lavori pubblici Ofelio Michielan. «Nei prossimi giorni parleremo con Ats per incaricare questo tecnico che ci dirà con maggiore certezza a cosa ci troviamo di fronte. Ma a quanto pare la pavimentazione rinvenuta non è particolarmente interessante. Per questo muretto invece bisogna aspettare, ma ormai è praticamente escluso che sia di epoca romana. Per noi il termine dei lavori per la fognatura resta il 22 luglio». A Ca' Sugana resta un po' di apprensione in attesa della relazione dell'esperto, e tra i commercianti serpeggia la preoccupazione che i tempi del cantiere possano allungarsi. E resta anche la curiosità per capire che cosa sia esattamente quel muretto trovato in due punti della piazza, davanti al negozio di borse, e vicino all'imbocco di vicolo Sant'Agata. Se inizialmente si era liquidata la vicenda etichettandoli come probabili vecchie fognature, ora invece ci si muove con grande prudenza. Perché, seppur quasi certamente non saranno resti romani, quei muri potrebbero dirci qualcosa in più di come fosse piazza Santa Maria Battuti alla fine del medioevo o quanto meno all'inizio dell'epoca moderna. Anche lo storico dell'arte Andrea Bellieni, e oggi direttore del museo Correr a Venezia, propende per l'origine medievale dei reperti. «Sarebbe bellissimo che la piazza svelasse qualche reperto importante, che ne so: i resti di una villa romana, ma è molto difficile» ammette. E spiega perché: «I confini della città romana un tempo terminavano indicativamente dove c'è vicolo San Pancrazio e fuori, dove oggi c'è la zona di Santa Maria dei Battuti, c'era un'area acquitrinosa, poca terra stretta tra i due corsi d'acqua che esistono ancor oggi (Cagnan grande e Cagnan piccolo) e che seguivano più o meno lo stesso percorso salvo alimentare una zona umida. Quell'area è stata edificata in pieno Medioevo», spiega lo storico, «e in linea di massima seguendo l'attuale conformazione architettonica». Insomma di ville o case li in mezzo non se ne dovrebbero trovare, caso mai quei muretti potrebbero essere le fondamenta dell'antica piazza Santa Maria dei Battuti. L'acciottolato rinvenuto invece dovrebbe risalire a un'epoca precedente al 900. Negli scavi è ben visibile, sotto lo strato di asfalto, quello della pavimentazione formata dai sassi che occupava la piazza all'inizio del secolo scorso e che è stata posata una ventina di centimetri sopra il fondo rinvenuto dagli archeologi.