Tre volontari hanno ricostruito il percorso che da Godo porta al centro di Gemona. I muri del sentiero sono stati eretti grazie al recupero delle pietre originarie GEMONA. Via Glemine rinasce grazie al lavoro di tre pensionati che hanno permesso di riscoprire l'antica via che conduceva nel centro della cittadina. Nei disegni medievali che riprendono Gemona da sotto il monte Glemine, si osserva come per accedere a porta Udine c'era una strada che saliva dalla località di Godo a partire dalla nota fontana di Silans, che riprende il nome da quella che era la stazione romana "Ad Silanos", a 35 miglia da Aquileia sulla via Julia Augusta. Quella piccola strada ormai da molti anni è sostituita dalla strada provinciale Glemonense che scorre proprio sopra, mentre la parte finale di via Glemine negli ultimi 40 anni è stata soltanto un sentiero ricoperto di erbacce fra i resti di due muraglie diroccate. Ora, grazie all'intervento dei tre volontari Livio Londero, Gilberto Graziani e Graziano Forgiarini, che ci hanno lavorato negli ultimi due anni, non è più così e quella strada, oggi completamente recuperata, è in grado di condurre di nuovo verso il centro attraverso un percorso pedonale molto suggestivo. «Sono 518 metri di percorso spiega Livio Londero che abbiamo realizzato in questi due anni. Abbiamo utilizzato il cemento che ci ha messo a disposizione il Comune, mentre i sassi sono quelli originari, che abbiamo recuperato». Nel loro intervento, Londero, Graziani e Forgiarini hanno ricostruito tutte quelle parti di antica muratura crollate a terra nel 1976: ora sono stati risistemati al loro posto e nell'intervento i tre pensionati hanno anche messo in evidenza, con dei riferimenti in mattone, fino a dove arriva la parte vecchia e dove inizia quella ricostruita. Il percorso conduce dalla fontana di Silans all'antico lavatoio sotto il monte Glemine, quest'ultimo risistemato e inaugurato l'anno scorso dove pure l'opera dei tre muratori volontari ha permesso di recuperare una vecchia vasca che anticamente veniva utilizzata per l'irrigazione e anche l'antico bagno delle lavandaie, che negli ultimi 40 anni era rimasto sotto una roccia caduta dal Glemine. Dal lavatoio si raggiunge il centro cittadino attraverso porta Udine: «La targa voluta dalla comunità ha detto il sindaco Paolo Urbani credo testimoni la riconoscenza verso Londero, Graziani e Forgiarini nel recupero di un sito molto amato dove il Comune era pure intervenuto nella piazzetta di Silans e ora attendiamo il via libera dalla Regione per terminare l'ultima parte del percorso». Da tempo impegnato in ritrovamenti archeologici locali, Livio Londero presenta domani sera alle 20.30 in sala San Michele il suo primo libro "Gemona antica. Appunti di storia ritrovata".