UNA STRUTTURA di cemento armato lungo il lato della Villa comunale che lambisce la Riviera di Chiaia, a pochi passi dall'Acquario. Un piccolo edificio, il vano destinato ad accogliere l'ascensore della nuova metro Linea 6, proprio davanti alla Cassa armonica. A pochi passi una scalinata e altri muretti, stesso colore grigio, cemento armato a faccia vista. È l'ingresso alla metro, dal lato della villa comunale, bene monumentale e tutelato. Protestano associazioni e comitati. I tecnici che seguono il progetto spiegano che il corpo di fabbrica, proprio nel vialone della villa, è un vano di accesso alla stazione della metropolitana: per avere un confronto fanno riferimento a quello realizzato su via Depretis per la nuova stazione della metropolitana di piazza Municipio. Non è un lavoro completato, la struttura sarà ricoperta e rifinita, ma corrisponde ad un progetto approvato dalla Soprintendenza. «Non ricordo di averlo fatto - dice Enrico Guglielmo, soprintendente nel 2006 - ma potrebbe rientrare nel progetto originario approvato dall'architetto Zampino a fine anni '90». Guglielmo aveva detto "no" agli ascensori (poi realizzati) di Gae Aulenti in piazza Dante. «Anche la Villa comunale è una situazione delicata come piazza Dante» spiega Guglielmo. «Una gabbia di vetro avrebbe risolto, è spessa 2 centimetri, un muro è di 30 centimetri». L'intera fetta di Villa comunale tra la Cassa armonica e la Riviera di Chiaia, per anni occupata dal cantiere della linea 6, è stata liberata: nelle ultime settimane sono stati rifatti i muretti e le recinzioni, con le scale di accesso ai giardini. Ma sulla villa i riflettori sono stati accesi tante volte dalle associazioni civiche. Hanno monitorato sin da subito tutto quello che accadeva nel corso del cantiere. Hanno protestato più volte per allontanare la stazione dai palazzi ed evitare il rischio crolli toccato a palazzo Guevara di Bovino nel 2013. Hanno poi denunciato la ricostruzione non rispettosa della Cassa armonica, smontata in occasione della Coppa America nel 2013, poi restaurata e bloccata a causa delle proteste a difesa dei pannelli della corolla. A marzo dell'anno scorso, il Comune e l'Ansaldo che realizza i lavori della metropolitana, presentarono il progetto di sistemazione esterna della stazione San Pasquale alle associazioni Progetto Napoli, Cittadinanza attiva, comitato Riviera di Chiaia e comitato civico Posillipo. «Alla riunione del marzo 2015 ci hanno mostrato solo ciò che ricadeva nell'area della piazza dice l'architetto Isabella Guarini del comitato civico Posillipo quel corpo di fabbrica in cemento armato è simile a un edificio di servizio delle stazioni ferroviarie di periferia. È uno scempio incredibile, connesso anche con la statua del povero Vico». Allora le associazioni gridarono allo scandalo per la drastica riduzione di verde prevista dal progetto e scoppiarono sonore proteste contro il Comune. La genesi della metro di San Pasquale, insomma, non ha vita facile. Si attende di capire anche l'ingombro reale delle camere di ventilazione che andranno montate sulla pavimentazione della villa. Anche lì potrebbero scoppiare nuove proteste da parte di cittadini. residenti e associazioni.