RIVOLUZIONE alla Galleria Sabauda. A un anno e mezzo dall'inaugurazione del nuovo allestimento "cronologico" firmato dall'allora soprintendente Edith Gabrielli nella Manica nuova di Palazzo Reale, si volta pagina. Per ritrovare, dice la direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella, «il filo di un racconto che si è perduto». UNA rivoluzione alla Galleria Sabauda. A un anno e mezzo dall'inaugurazione, il 4 dicembre 2014 alla presenza del ministro Dario Franceschini, del nuovo allestimento rigorosamente "cronologico" firmato dall'allora soprintendente Edith Gabrielli nella Manica nuova di Palazzo Reale, si volta pagina. Per ritrovare, sono parole della direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella, «il filo di un racconto che si è perduto». Sono già partiti i lavori per dare una nuova sistemazione al settore dei Maestri Piemontesi, a conclusione della gara per "progettazione definitiva ed esecutiva, direzione lavori e coordinamento della sicurezza relativi al riallestimento del piano terreno della Galleria Sabauda", assegnati ad aprile all'architetto Lorenzo Greppi e finanziati con fondi del Mibact. Lavori che si concluderanno a novembre, con la trasformazione e il riallestimento di quegli spazi che saranno dedicati, tra gli altri, a Gaudenzio e Defendente Ferrari, Macrino d'Alba e Martino Spanzotti, Gandolfino da Roreto e Gerolamo Giovenone, tra gli artefici del "Rinascimento piemontese". E se a settembre, nell'annesso Palazzo Chiablese, ci sarà una mostra dedicata al pittore americano Edward Hopper, con opere dal Whitney Museum di New York in collaborazione con il Gruppo 24 ore cultura, a dicembre, nel nuovo spazio espositivo della Sabauda, ancora al piano terreno, prenderà il via "Tutte le meraviglie del mondo" (con un'appendice alla Biblioteca Reale), dedicata al grande collezionista Carlo Emanuele I. A lui, coltissimo figlio di Emanuele Filiberto, si deve l'ingresso di parte dei capolavori nella Sabauda: tra questi l'"Annunciazione" di Orazio Gentileschi, uno dei quadri imperdibili della raccolta. Il duca fu anche l' artefice di quella galleria ricca appunto di "meraviglie", soprattutto dipinti, antichità e 14mila libri illustrati, che collegava i palazzi Reale e Madama, poi abbattuta. Ma che cosa è successo? Come mai un allestimento che pareva definitivo, in un museo la cui nuova conformazione è costata decine di milioni in gran parte finanziati dalla Compagnia di San Paolo, è da rifare? Che gli storici dell'arte più raffinati non fossero contenti, lo si sapeva: non è un mistero il fatto che Salvatore Settis, in visita a Torino, avesse alzato il sopracciglio lamentandosi dello "stato dell'arte" della galleria, da cui erano scomparse le tracce del collezionismo sabaudo. La spiegazione arriva da Enrica Pagella: «Nell'allestimento attuale i pittori sono organizzati non per scuole, ma secondo un criterio cronologico: in questo modo nel museo non si sa mai dove si è. Si vuole creare un allestimento più variegato, che tenga conto non solo delle grandi scuole italiane, piemontesi e fiamminghe, ma anche delle straordinarie figure di due collezionisti come il Principe Eugenio di Savoia e il mecenate Riccardo Gualino». E infatti non finisce qui. Pagella, che con la direttrice della Sabauda Anna Maria Bava ha deciso di restituire un'identità e un'anima al museo, ritessendo appunto quelle trame storico-artistiche di cui si era persa la traccia, nel 2017 rimetterà mano proprio alle raccolte soprattutto fiamminghe del Principe Eugenio e alla collezione di Riccardo Gualino, ora all'ultimo piano del museo, a cui sarà dedicata un'esposizione. Dunque se nell'allestimento Gabrielli le opere si succedono in base alle date di realizzazione, dal Trecento al Novecento di Gualino, da fine anno, e poi nel 2017, l'impostazione e la regia saranno di segno diverso. E in primo piano ci saranno quelle collezioni, per lo più di origine sabauda, dalle quali il museo è nato.
TORINO - Parte la rivoluzione alla Galleria Sabauda dopo un anno si cambia Più spazio alle mostre
A un anno e mezzo dall'inaugurazione del nuovo allestimento della Galleria Sabauda, il direttore Enrica Pagella ha annunciato che il museo dovrà essere riallestito. L'allestimento attuale, firmato dall'allora soprintendente Edith Gabrielli, è stato criticato dagli storici dell'arte per la sua organizzazione cronologica dei pittori, che non tiene conto delle scuole artistiche e delle figure di collezionisti. Pagella vuole creare un allestimento più variegato, che tenga conto delle diverse scuole artistiche e delle figure di collezionisti come il Principe Eugenio di Savoia e Riccardo Gualino.
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