SI era pensato più volte di spostarla per dare spazio ad altre attività; questo avrebbe però svilito la Biblioteca stessa e l'intero Palazzo, privato di un'istituzione a esso destinata da Benedetto Croce, ministro della pubblica Istruzione. Nelle sale della Biblioteca si sono formate l'archeologia e la storia dell'arte italiana del Novecento; vi hanno studiato le generazioni che, operando nell'Amministrazione dei beni culturali, hanno sviluppato una concezione del patrimonio artistico e del paesaggio che ha fatto scuola nel mondo. Persino nel periodo in cui il Palazzo fu sede di Governo, l'Istituto di Archeologia e di Storia dell'Arte e la Biblioteca, che allora si identificavano, vi furono mantenuti funzionando regolarmente. È pertanto auspicabile che questi aspetti del Palazzo siano salvaguardati, e che questa sia anche l'occasione per riconoscere alla Biblioteca di Palazzo Venezia la dignità di istituzione storica, monumento della cultura italiana del Novecento, alla pari delle più antiche biblioteche di Roma. Adeguati servizi per i flussi turistici che interessano la zona potrebbero trovare sede, a breve distanza dal Pantheon e da Palazzo Venezia, nell'ex chiesa di S. Marta al Collegio Romano. Quanto all'eventualità di destinare spazi del palazzo a servizi di ristorazione, si consideri che in Piazza Venezia non mancano certo caffè e ristoranti. Il cortile quattrocentesco potrebbe così essere veramente un'oasi di quiete e di contemplazione.