L'antica basilica di Sant'Eustorgio, sorta sulle rovine di una necropoli paleocristiana del III-IV secolo riemersa poco più di 50 anni fa, è una delle più preziose testimonianze di fede, storia, arte e architettura della città. Nel suo chiostro trova posto il Museo di Sant'Eustorgio, diretto da Sandrina Bandera (già Museo Diocesano, fondato nel 2000), mentre all'interno della chiesa si apre la Cappella Portinari, gioiello del Rinascimento lombardo del tempo di Francesco Sforza, dai modi, però, brunelleschiani, essendo stato voluto dal direttore della filiale milanese del Banco Mediceo, il fiorentino Pigello Portinari (1421-1468), per conservarvi la reliquia del capo del martire domenicano e farne il luogo di sepoltura della famiglia. La decorazione interna fu affidata a Vincenzo Foppa, che ideò un'esuberante sinfonia di affreschi dalle cromie splendenti e di fregi di cotto ispirati alla plastica antica. In seguito, dall'interno della basilica, sarebbe stata spostata lì la monumentale arca di San Pietro Martire, opera di Giovanni di Balduccio (commissionata dai Domenicani nel 1336, la complessa «macchina» marmorea fu realizzata grazie al contributo di Azzone Visconti e dello zio vescovo, Giovanni). Dal 23 giugno, proprio la Cappella Portinari, che è parte del Museo di Sant'Eustorgio, sarà illuminata da un nuovo impianto, realizzato grazie a Barovier Toso Vetrerie Artistiche Riunite, sotto la sorveglianza della Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio e dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Milano. Grazie ai nuovi corpi illuminanti a led, appositamente studiati e realizzati dall'azienda tedesca Erco (specializzata nel settore dei beni culturali e nella valorizzazione delle architetture attraverso la luce), la Cappella si mostrerà ai visitatori anche di notte. Il 23 giugno, giorno dell'inaugurazione, il Museo di Sant'Eustorgio sarà aperto gratuitamente al pubblico, che potrà godere non solo dell'inedito spettacolo di luci, ma anche degli intermezzi musicali per duo di flauto e arpa, con musiche di Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Händel e Wolfgang Amadeus Mozart eseguite dal Maestro Michele Brescia e dalla musicista Elena Spotti.