Udine, dopo 17 anni, anche la biblioteca e la paleontologia nella nuova sede. Riprende l'attività didattica. Il Comitato plaude al Comune, obiettivo raggiunto grazie alle 5 mila firme raccolte in anni di battaglie UDINE. La svolta 17 anni dopo. Il Museo friulano di storia naturale inizia a traslocare nell'ex macello di via Sabbadini. Il 23 agosto 1999 l'allora sindaco, Sergio Cecotti, firmava l'inagibilità di palazzo Giacomello decretando così lo stop dell'apertura al pubblico del museo che in quel palazzo aveva sede. Oggi, dopo una lunga peregrinazione, lo stesso museo mette il primo piede nel nuovo edificio guardando con occhi diversi al futuro. Avviene con l'organizzazione di un incontro formativo sul terremoto. Di fatto, l'iniziativa apre le porte agli uffici del museo che tra circa un mese si trasferiranno da via Marangoni a via Sabbadini. Entro l'anno non solo tutto il personale avrà trovato posto nella nuova sede, ma anche la biblioteca con i suoi 30 mila volumi e i 70 mila reperti della paleontologia. È una svolta a tutti gli effetti che riceve il plauso del Comitato amici del museo friulano di storia naturale. Dal 2017, quindi, il Comune risparmierà circa 50 mila euro di affitto. Va subito chiarito però che non è ancora possibile aprire al pubblico le sale e la biblioteca. Non lo è perché resta da completare il recupero dell'ex macello con il secondo lotto lavori che prenderà il via il prossimo anno. Per il finanziamento del terzo, invece, il Comune ha già battuto cassa in Regione. Insomma, se non si tratta di un'inaugurazione poco ci manca. Anche perché l'iniziativa che prenderà il via, alle 20.45, assume un significativo valore simbolico che è quello della riapertura del museo dopo 17 anni di stop. «Tornerà fruibile la biblioteca» sottolinea il direttore, Giuseppe Muscio, ricordando quante volte in passato era stata lamentata l'impossibilità per gli studiosi di consultare i volumi anche rari, disponibili nella biblioteca del museo. Ma non solo perché, nei nuovi spazi, «il museo - sono sempre le parole di Muscio - riprenderà pure l'attività didattica con le scuole». Un programma, questo, molto gettonato in passato, fermo da una decina d'anni. Altrettanto soddisfatti gli Amici del museo friulano di storia naturale, Roberto Pizzutti, Carlo Bressan e Gigliola Castellani: «Dopo lunghi anni trascorsi a raccogliere 5 mila firme, sta finalmente arrivando il momento di poter utilizzare un vero Museo friulano di storia naturale». Come dargli torto visto che per sollecitare l'individuazione della sede quando ormai tutto rischiava di essere perduto sensibilizzarono in vario modo gli amministratori pubblici e movimentarono docenti e studenti delle università. Ringraziati il sindaco Honsell e l'assessore Pirone, Pizzutti, Bressan e Gigliola, avvertono: «Continueremo a monitorare la situazione, la nostra azione di vigilanza e sensibilizzazione non verrà meno finché l'intero complesso non sarà ristrutturato e adeguatamente allestito, come previsto dai piani del Comune». La vicenda del museo friulano di storia naturale è una di quelle destinate a lasciare il segno in città. Il finanziamento di 4 milioni di euro, vincolato dall'allora giunta regionale Illy per il recupero dell'ex caserma dei vigili del fuoco, in piazzale Unità d'Italia, è stato svincolato e dimezzato dalla giunta Tondo spostandolo sull'ex Frigorifero. Poi arrivò il Patto di stabilità e il progetto rimase fermo nei cassetti di alcuni dirigenti, a palazzo D'Aronco. La crisi economica ha fatto il resto bloccando il cantiere e indirizzando il Comune verso l'allestimento degli spazi espositivi nell'ex macello. Un anno fa l'ok del consiglio comunale con tanto di via libera a procedere. Ultimato il primo, ora resta da avviare il secondo lotto che richiede un investimento pari a 4 milioni 442 mila 730 euro, ai quali vanno aggiunti 1 milione 827 mila 941 euro stanziati per la ristrutturazione della palazzina d'ingresso. «Dopo 17 anni, per la prima volta, il Museo si ripropone con qualche cosa di concreto» aggiunge Pirone citando le visite guidate previste nel programma di "Udine estate" al parco del Cormôr, l'approfondimento sul terremoto, sul mar Mediterraneo e sui dinosauri. «Verranno mostrate - insiste Pirone - le potenzialità di un museo non nomade, in una sede propria. Nel giro dei prossimi due o tre anni, contiamo di trasformare l'area dell'ex macello in un polo culturale della città».
UDINE - Museo di storia naturale nell'ex macello: in luglio il trasferimento degli uffici
Riassunto in 200 parole:
Il Museo friulano di storia naturale di Udine, dopo 17 anni di chiusura, riprende l'attività didattica e apre le porte alla biblioteca e alla paleontologia nella nuova sede. Il Comitato amici del museo ha plaudito al Comune per l'obiettivo raggiunto grazie alle 5 mila firme raccolte in anni di battaglie. Il museo si trasferisce nell'ex macello di via Sabbadini e avvierà un programma di visite guidate nel prossimo anno. La svolta è stata possibile grazie al finanziamento di 4 milioni di euro, vincolato dall'allora giunta regionale Illy, che è stato svincolato e dimezzato dalla giunta Tondo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo