IL WORKSHOP è frutto della collaborazione tra la Fondazione Torino Musei e la Singularity University, nella sua "chapter"di Ginevra, che si svolgerà a Palazzo Madama il 16 e 17 giugno. Sarà l'occasione per interrogarsi (e anche provare a rispondere) sul ruolo delle istituzioni museali del futuro, proiettando lo sguardo ad un decennio da qui e il confronto oltre la ormai consumata relazione tra tutelaconservazione e valorizzazionefruizione che ancora occupa buona parte del dibattito italiano ed è invece ampiamente superata sul versante internazionale. A testimoniarlo, esperienze di cui abbiamo già accennato come quelle dei "musei del futuro" che nascono da una parte all'altra del globo e soprattutto crescono in una prospettiva rivoluzionaria: quella dell'integrazione, meglio, della rilettura dei beni naturali e dell'ecologia come beni (e valori) culturali, della biodiversità come ricchezza da tutelare e promuovere, del paesaggio come infrastruttura, dell'innovazione come risorsa per la crescita. Intorno a questi temi è organizzata, per esempio, l'offerta del Museo del Domani di Rio de Janeiro, mentre affacciato su un altro oceano il Museo del Futuro di Dubai, appena inaugurato, celebra (ma non solo) l'innovazione e il design futuristico, la tecnologia e la creatività proponendo se stesso come luogo aperto di creazione e scambio della conoscenza, oltre e molto più che della sua custodia. E l'obiettivo non è astratto, tutt'altro: è di avere un ruolo, in quanto museo, nelle rivoluzioni tecniche e tecnologiche, piuttosto che inseguirle, offrendosi come "casa" per i portatori di idee. È il segno di un cambiamento epocale che non è possibile ignorare, e che assegna ai musei un ruolo dinamico e ne accentua la dimensione di laboratori, in cui il passato abbandona le teche dell'immobilità per diventare elemento di contaminazione con il presente e strumento di interpretazione dei possibili scenari futuri. Là dove è custodita e raccontata la storia dell'umanità, è anche la chiave per la costruzione del futuro.