LEOPOLDA, via libera all'acquisto a costo zero. Seguendo le indicazioni del sindaco Dario Nardella, la maggioranza del consiglio comunale vara la delibera che prevede l'avvio della trattativa con le Ferrovie per l'acquisto della ex stazione. E il tempio del renzismo, il luogo da cui nel 2010 è partita l'avventura politica dell'attuale premier Matteo Renzi, può così dirsi al sicuro: nessuna trasformazione in centro commerciale o in albergo sarà mai possibile. Nato come movimento rottamatorio, il "renzismo" si fa adesso plasticamente istituzione, monumento quasi. La Leopolda diventa proprietà pubblica. Con il gradimento informale dello stesso Renzi. E con due clausole procedurali che Palazzo Vecchio si dà. La prima è che il prezzo non potrà essere comunque superiore a 7,2 milioni di euro, che è il prezzo indicato da Ferrovie nell'avviso pubblico del 2015 poi sospeso su richiesta proprio del Comune di Firenze (che ha esercitato il diritto preferenziale secondo legge). E la seconda è che «nessun onere ricadrà sull'amministrazione », come assicura l'assessore al patrimonio Federico Gianassi. «Si tratta di un passaggio storico, il Comune potrà accrescere il proprio patrimonio diventando proprietario di un immobile di interesse pubblico, già con destinazione urbanistica ad usi culturali ed espositivi, e in più tutelato dalla soprintendenza », continua Gianassi. Insistendo su un punto: «La costituzione di un polo culturale-fieristico insieme al teatro dell'Opera e alla Fortezza». Ma com'è possibile che Palazzo Vecchio non sborsi un euro? Il meccanismo è quello già noto: il Comune acquista, ma allo stesso tempo vara un bando per l'affidamento della gestione, il cui vincitore verserà nelle casse comunali l'intero importo sotto forma di canone d'affitto anticipato. A chi tocca? Il bando, si fa sapere da Palazzo Vecchio, ora che la delibera è stata approvata verrà predisposto entro la fine del mese. Contando di arrivare alla scelta del gestore entro pochi mesi. E fino a questo momento resta l'interesse già manifestato da Pitti Immagine, che potrebbe contare su un secondo spazio oltre a quello della Fortezza. Quanto al prezzo di acquisto, prima di avviare la trattativa con Ferrovie, il Comune chiederà comunque un parere all'agenzia del Demanio. E il futuro gestore, si tratti o meno di Pitti, oltre «ad assicurare la provvista di denaro necessaria all'acquisto, che di fatto è l'anticipazione dei futuri canoni di affitto», spiega Palazzo Vecchio, si assumerà anche gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria dell'immobile. E se a fine giugno il bando sarà stato pubblicato, si apriranno subito i termini per le proposte. Che verranno valutate sulla base di due indirizzi: «Anzitutto, la coerenza della proposta con la volontà dell'amministrazione di mantenere l'identità e la vocazione di immobile destinato ad attività culturali, congressuali, espositive e di spettacolo ». Come dire, che saranno bocciate tutte le proposte che proporranno qualcosa di diverso. E in secondo luogo con «il numero di giornate a disposizione a titolo gratuito per eventi organizzati o promossi dal Comune ». Partendo dal fatto che le giornate non potranno comunque essere inferiori a 36 ogni anno. «Con l'ex stazione Leopolda, il polo culturale e fieristico di Firenze rafforzerà ulteriormente la sua peculiarità, che lo rende unico nel panorama italiano e rappresenta un valore aggiunto», sostiene l'assessore al patrimonio. La Difesa mette all'asta invece Villa Banti, la palazzina di tre piani e 770 metri quadrati di superficie utile che si trova vicino a viale Mazzini. (m.v.)